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CLARA MOSCHINI

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Findus a Venezia per la tutela dei mari

Caccia alla plastica abbandonata nella giornata mondiale degli oceani

Un’imbarcazione è salpata ieri mattina da Campo SS. Giovanni e Paolo a Venezia. Un equipaggio composto da circa 50 volontari coinvolti dall’associazione Venice Lagoon Plastic Free, con destinazione l’isola del Lazzaretto. È partita così l’iniziativa di clean up del territorio, promossa da Findus e organizzata in concomitanza con la giornata mondiale degli oceani, con l’obiettivo di raccogliere quanti più rifiuti di plastica abbandonati possibile. Un evento dal duplice scopo: dare una mano concreta nel mantenere pulito il territorio e, allo stesso tempo, sensibilizzare i cittadini sul problema della plastica abbandonata in mare.

Nella mattinata dedicata al clean up, i volontari e Capitan Findus hanno raccolto circa 184 Kg di plastica abbandonata sull’Isola del Lazzaretto. Durante la giornata dedicata alla tutela degli oceani e dei mari, Findus ha provveduto all’accensione di un Seabin (vedi articolo EFA News del 1-4-21), cestino “mangia rifiuti” capace di catturare circa 1,5 kg di detriti galleggianti al giorno, nelle acque del Vento di Venezia sull’isola della Certosa.

"L’adozione di questo Seabin e degli altri 9 adottati finora", racconta Manuel Rubini, brand manager Capitan Findus, "segna un ulteriore passo in avanti nell’ampio percorso di sostenibilità ambientale intrapreso da Findus. Per noi la salute e la salvaguardia dei mari e degli oceani sono un valore fondamentale, per questo ci impegniamo quotidianamente per preservarli. Come dimostra un recente studio della Commonwealth Industrial and Scientific Organization, infatti, 14,4 milioni di tonnellate di microplastiche sono sedimentate sui fondali di tutto il mondo. Il Mediterraneo, inoltre, essendo un mare semichiuso, è particolarmente esposto al problema della plastica: si pensa che siano almeno 250 miliardi i frammenti di plastica al suo interno. Nel Tirreno il 95% dei rifiuti galleggianti avvistati, più grandi di venticinque centimetri, sono di plastica, il 41% di questi sono buste e frammenti. Per questo adottiamo metodi di pesca sostenibile e di acquacoltura responsabile che minimizzino l’impatto sulla flora e sulla fauna marina e sempre più organizziamo e partecipiamo attivamente ad iniziative come questa, in partnership con Coop, che hanno un impatto positivo sull’ambiente e sul territorio italiano".

Questa accensione rappresenta l’ultima tappa di una speciale operazione di "adozione", intendendo con questa parola il recupero, la messa in funzione e la manutenzione, di 10 Seabin in 10 diverse località lungo le coste italiane, prendendo parte così alla campagna “Un mare di idee per le nostre acque” promossa da Coop. L’obiettivo è installare, in collaborazione con LifeGate PlasticLess, centinaia di Seabin in Italia nei prossimi anni. Ieri mattina Coop ha installato un nuovo Seabin a Sanremo, nel corso di un evento che ha visto anche la partecipazione della barca a vela Anywave, la prima ad aver istituito la figura del responsabile ecologico (Reco). Prima dell’accensione del Seabin nel porto dell’Isola della Certosa, erano stati attivati, nei mesi scorsi, cestini “mangia-plastica” in Romagna nei porti di Ravenna, Cattolica e Cesenatico; nel Lazio nelle acque del porto di Gaeta; in Liguria a Varazze; in Campania a Capri; in Toscana a Viareggio e Capraia; in Puglia a Gallipoli.

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EFA News - European Food Agency
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