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CLARA MOSCHINI

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Blockchain più accessibile con Genuine Way

Intervista esclusiva con Walfredo della Gherardesca, ad della start up

Finora la tracciabilità dei prodotti alimentari tramite blockchain sembra essere stata appannaggio di grandi gruppi, primi fra tutti Nestlé e Carrefour, ma anche Barilla, o Segafredo Zanetti. Questo perché l'adozione dello schema decentralized register comporta anche un notevole impegno in termini di data storage, gestione degli accessi e qualità dei dati immessi. Infatti la blockchain in sé e per sé non è affatto un sistema di certificazione, ma solo una modalità di immagazzinamento sicuro, cioè non modificabile, dei dati immessi. Questo cosa comporta per i tanti piccoli produttori italiani di food di alta qualità, spesso realtà poco più che artigianali, che possono investire poco in tecnologia? EFA News ne ha parlato con Walfredo della Gherardesca, milanese sebbene esponente della nota famiglia toscana, amministratore delegato e cofondatore di Genuine Way, una startup luganese nata nel 2019 ma in crescita sotto l'occhio vigile di importanti istituzioni finanziarie internazionali. La sua mission è proprio consentire l'accesso di piccole aziende artigianali alla piattaforma blockchain EOS, oggi considerata la più efficiente, veloce ed espandibile sistema di distributed ledger. Genuine Way ha oggi in portafoglio circa 40 aziende in sette Paesi, il 40% delle quali del settore alimentare e vinicolo.

EFA News: Come possono aziende poco più che artigianali impiegare una tecnologia finora utilizzata da gruppi molto grandi?

Della Gherardesca: Cominciamo dicendo aziende come a nostra sviluppano un software collegato a una blockchain. Quindi molto dipende dalla modalità di interfaccia con la catena stessa. La blockchain è un database distribuito su migliaia di nodi, il che rende l'informazione, per esempio un documento, in esso presente inalterabile, inoccultabile e inamovibile da parte di una singola persona. Quindi la blockchain fissa l'informazione nel tempo e la rende liberamente disponibile. Tutto ciò fa sì che la fase più importante è la qualità dei dati che si introducono nella blockchain e il modo con cui vengono introdotti. In altri termini ciò che fa la differenza è come si rilevano i dati a monte.

EFA News: Più concretamente?

Della Gherardesca: Esistono degli strumenti, come Food Trust dell'Ibm, che consentono di rilevare in modalità “live”, tutta una serie di passaggi del processo produttivo, temperature a cui avvengono i processi di trasformazione, umidità, modalità di trasporto, in modo da restituire una fotografia fedele del processo di produzione di un dato bene, in questo caso un alimento. Ma è un sistema piuttosto costoso, anche perché spesso richiede il massiccio impiego di personale, a meno che non si utilizzino reti di rilevatori automatici e l'Internet of Things. Ma si tratta comunque di investimenti impegnativi.

 Efa News: Quindi poco accessibili alle piccole realtà.

Della Gherardesca: Per questo noi di Genuine Way abbiamo adottato un approccio diverso, più accessibile a piccole realtà o a startup. A questo scopo abbiamo elaborato un pacchetto informativo statico, meno dinamico di quello descritto prima. Anzitutto il nostro nome discende dal nostro focus su aziende ispirate alla sostenibilità ambientale e sociale, e ciò vale anche per l'agrifood. Ciò definisce con precisione il perimetro delle informazioni che sono di interesse per l'azienda e il consumatore finale. La nostra piattaforma, collegata alla blockchain Eos, permette la notarizzazione, cioè la registrazione, di lotti documentali, ovvero ricostruzioni documentali di quanto avviene in azienda.

 EFA News: Di cosa si tratta?

Della Gherardesca: certificati, contratti, test di laboratorio, documenti a supporto di forniture di materiali. Su questi documenti si effettua una due diligence, una verifica dei documenti, che accerta la storia dietro al prodotto che è in tavola. Si possono anche produrre documenti supplementari. Per esempio nel caso di un produttore di carni bio del Trentino abbiamo chiesto un test di laboratorio a un istituto di analisi indipendente. Questa certificazione viene caricata sulla blockchain, e a questo punto l'informazione introdotta diviene immodificabile, il che comporta l'assunzione di una responsabilità da parte dell'azienda, ma anche di chi ha condotto i test, che non possono più obiettare nulla se emerge che l'informazione introdotta nella blockchain risulta non vera. Tra l'altro l'Ue sta elaborando una normativa in materia.

EFA News: ma come viene veicolata questa informazione al consumatore finale?

Della Gherardesca: Scansendo un codice QR il cliente può visualizzare il documento di sintesi di tutti questi dati da noi elaborato.

EFA News: Quanto risparmia una piccola azienda scegliendo questa seconda opzione?

Della Gherardesca: Lavorare con Ibm costa circa 100 mila euro. Lavorare con noi poche migliaia.

EFA News: Dopo la documentazione iniziale da voi caricata sulla blockchain, come fa l'azienda cliente a introdurre i nuovi dati, per esempio le caratteristiche di una nuova annata per un'azienda vinicola?

Della Gherardesca: Le aziende accedono alla piattaforma dove possono introdurre le nuove informazioni. Ma anche i clienti accedendo al sistema tramite il QR code possono diventare parte di un network, o di una community, che ricevono informazioni da queste aziende.

EFA News: E la nuova informazione viene controllata da voi?

Della Gherardesca: Sì. La due diligence viene effettuata con cadenza annuale. Nel caso dovessimo riscontrare per un'azienda notevoli scadimenti rispetto ai nostri standard etici, le nuove informazioni a essa relativa non verrebbero ulteriormente introdotte nella blockchain.

EFA News: Ma alla fine come fa un consumatore, che magari fa l'avvocato divorzista, a comprendere bene e in un minuto un documento che sintetizza elementi di agromeccanica, agrochimica, biologia, proprietà organolettiche, problemi logistici e modalità di trasporto?

Della Gherardesca: Qui si concentra gran parte del nostro sforzo. Al consumatore sensibile agli aspetti sociali e ambientali di un dato alimento interessano le conseguenze per la salute, ovviamente l'impatto ambientale ma anche i risvolti sociali, ricorso a manodopera non in regola, caporalato, lavoro minorile. Il nostro compito è produrre un documento in grado di far capire al consumatore perché una data azienda eccelle rispetto alla media del suo segmento di mercato.

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EFA News - European Food Agency
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