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CLARA MOSCHINI

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Le baruffe dell'olio: il governo dice basta

Ceq e Fooi si contendono il riconoscimento come Organizzazione interprofessionale

Il mondo associativo del settore olivicolo italiano è sempre più lo specchio del paese del "particulare" incapace di fare squadra. Così, mentre Spagna e paesi nordafricani ci stanno surclassando in tutti i mercati, la pletora incredibile di associazioni di categoria continua a litigare. Si fa perfino fatica a capire l'intricato mondo delle sigle: Assitol (industria olearia), Aipo, Cno, Unapol, Unasco e Unaprol (associazioni di organizzazioni di produttori), Federolio (federazione nazionale del commercio oleario), Aifo e Assofrantoi. E ancora, Italia Olivicola (organizzazione di organizzazioni: sì, non avete letto male...), Fooi, ossia la Filiera Oivicola Oleraria Italiana, nata faticosamente nel 2016 e presto spaccata dall'uscita di Federolio e Unaprol (organizzazioni legate a Coldiretti) e, infine, il Ceq (Consorzio Extravergine di Qualità), attualmente riconosciuta Organizzazione Interprofessionale.

Ora il governo dice "basta", e il Mipaaf sta per intervenire per dividere i contendenti. 

Infatti, "il Ministero delle Politiche Agricole sta valutando l'opportunità di un intervento diretto a promuovere un accordo per la creazione di un'unica organizzazione interprofessionale (Oi) in grado di essere rappresentativa del settore dell'olio di oliva e delle olive da tavola, sia a livello nazionale che internazionale. L'obiettivo è quello di valorizzare la qualità delle produzioni in un'ottica interprofessionale e di stimolare un dialogo costruttivo capace di anticipare le esigenze del settore e qualificare l'intera filiera". Così il sottosegretario alle politiche agricole alimentari e forestali, Francesco Battistoni nel Question Time del 16 giugno alla Commissione Agricoltura della Camera riguardante il riconoscimento dell'Organizzazione Interprofessionale per il comparto dell'olio di oliva attualmente in capo al Ceq (Consorzio Extravergine di Qualità) e su cui il Fooi (Filiera Olivicola Olearia Italiana) ha fatto richiesta.

Plaude all'iniziativa del governo Giuseppe L’Abbate (M5S), membro della Commissione ed ex sottosegretario al Mipaaf. “Il Ministero delle Politiche Agricole cerca, così, di superare un’impasse venutasi a creare nel settore per idiosincrasie che sembrano essere insormontabili in maniera autonoma da parte dei rappresentanti delle associazioni di categoria”. “È necessario che tutti facciano un passo indietro - prosegue L'Abbate - affinché l’intero settore possa farne uno avanti. Le difficoltà di dialogo tra le associazioni sono note ma l’Italia non può non cogliere le potenzialità e le opportunità di una organizzazione interprofessionale nel settore dell’olio di oliva, soprattutto alla luce della nuova Politica Agricola Comune e del valore che gli investimenti strutturali assumono nell’OCM Olio (Organizzazione Comune dei Mercati)”.

"In vista della scadenza del 30 giugno - ha detto Battistoni - il Ministero sta valutando, da un lato, il mantenimento dei requisiti della rappresentatività dell'OI CEQ e, dall'altro, il possesso dei requisiti di rappresentatività da parte dell'OI FOOI. Dall'esame della documentazione fornita dai soggetti interessati, sembrerebbe che il requisito della rappresentatività non sussista, né in capo al CEQ , né in capo al FOOI che ha presentato istanza di riconoscimento come OI". Il riconoscimento prevede un requisito di rappresentatività pari ad almeno il 40% del settore. "L'individuazione di una valevole organizzazione interprofessionale per l'olio d'oliva è un passo determinante per il futuro del settore - ha spiegato il sottosegretario - unire il comparto con l'organizzazione interprofessionale di filiera italiana contribuisce ad una gestione congiunta e alla valorizzazione di tutta la filiera dell'olio, e rappresenta un mezzo che può contribuire efficacemente e sostanzialmente al miglioramento e al potenziamento del settore, sia a livello quantitativo che qualitativo".

red - 19490

EFA News - European Food Agency
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