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CLARA MOSCHINI

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"Adotta il tuo fiume": al via il progetto di raccolta rifiuti sul Tevere

Barriere che consentono di avviare a riciclo quasi il 100% delle materie plastiche trasportate dalla corrente dei fiumi

Un'iniziativa del Rotary, in collaborazione con la regione Lazio ufficio di scopo piccoli comuni e contratti di Fiume, le start up Seads e Castalia, Marevivo Onlus, Bolton Food e patrocinata da Roma Capitale municipio I e II, guardia costiera capitaneria di porto Roma Fiumicino, Corepla, fondazione per lo sviluppo sostenibile e Mediterraneum Acquario di Roma.

Si è tenuta oggi 18 giugno 2020, la prima giornata dedicata all'evento "Adotta il tuo fiume", presso l’associazione Marevivo sul Lungotevere Arnaldo da Brescia scalo del Pinedo, Roma. Un battello ha condotto i partecipanti a visitare due istallazioni costruite sul Tevere per intercettare i rifiuti in plastica in corrispondenza di ponte Sisto e ponte Mazzini. Si tratta di barriere, realizzate grazie alle start up Castalia Operations srl e Seads (Sea Defence Solution), che consentono di avviare a riciclo quasi il 100% delle materie plastiche trasportate dalla corrente dei fiumi, bloccandole all'origine prima che si disperdano nel mare.

La manifestazione ha avuto come scopo principale quello di inviare un messaggio deciso sul tema dell'inquinamento dovuto dalle plastiche partendo dal cuore del territorio, ovvero dal Tevere di Roma. "Adotta il tuo fiume" è un'iniziativa del Rotary, in collaborazione con la regione Lazio ufficio di scopo piccoli comuni e contratti di Fiume, le due start up sopracitate, insieme all’associazione Marevivo Onlus, Bolton Food e patrocinata da Roma Capitale municipio I e II, guardia costiera capitaneria di porto Roma Fiumicino, Corepla, fondazione per lo sviluppo sostenibile e Mediterraneum Acquario di Roma.

Noi di EFA News, presenti all'evento, abbiamo fatto qualche domanda a Marianna De Benedictis, sustainable development manager di Rio Mare (Bolton Food).

Che ruolo ha avuto l'azienda Rio Mare in questo progetto, e perché ha deciso di prenderne parte?

“Da azienda orgogliosamente italiana, abbiamo deciso di supportare Seads, una start up fondata da due ragazzi italiani, impegnata concretamente per la tutela dell’ecosistema marino, un tema che ci sta particolarmente a cuore. Crediamo, infatti, che sia compito di un’azienda leader come Rio Mare promuovere nuovi standard di sostenibilità ambientale che includano non solo la pesca sostenibile ma anche la salvaguardia della salute degli oceani. Abbiamo scelto di supportare questo progetto fin dal principio e di lavorare insieme per un obiettivo comune, quello di limitare l’inquinamento da plastica negli oceani, andando a bloccare i rifiuti direttamente nei fiumi, considerando che circa l’80% delle plastiche e microplastiche che si riversano nei mari proviene proprio da lì. Siamo molto emozionati di vedere oggi le barriere installate per la prima volta nel loro disegno finale e nei materiali definitivi, attività che è stata resa possibile grazie al nostro finanziamento e ci auguriamo che questo evento dimostrativo possa portare ad una loro installazione definitiva su uno dei nostri fiumi in Italia”.

Rio Mare e Seads hanno l’obiettivo comune di limitare l’inquinamento da plastica negli oceani. Seads realizza delle barriere che consentono di raccogliere e avviare a riciclo quasi il 100% delle materie plastiche trasportate dalla corrente dei fiumi, bloccandole all’origine prima che si disperdano nel mare. Rio Mare, inoltre, è impegnata ad utilizzare per i suoi imballaggi il 40% di plastica riciclata o a base biologica entro il 2025 e supporta la progettazione e l’adozione su larga scala di attrezzature per la pesca biodegradabili e porta avanti progetti di recupero e riciclo delle reti da pesca.

Che funzione svolgono queste barriere sul Tevere?

“Le blue barriers sono delle barriere rigide galleggianti che deviano il flusso dei rifiuti dirigendolo verso un bacino di raccolta sul lato del fiume. Consentono di raccogliere e avviare a riciclo quasi il 100% delle materie plastiche trasportate dalla corrente dei fiumi, bloccandole prima che si disperdano in mare. Non hanno impatto sulla fauna fluviale e sulla navigazione e sono adatte a tutti i fiumi. Sono particolarmente orgoglioso di presentare oggi il frutto di anni di lavoro e ringrazio tutti coloro che ci hanno supportato e affiancato in questo progetto. Speriamo che possano essere presto installate in maniera permanente in altri fiumi in Italia e nel mondo”, ha commentato Fabio Dalmonte co-founder e managing director di Seads. 

All'evento era presente anche Corepla (il consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica). Il consorzio nell'ambito del progetto "Adotta il tuo fiume", avrà il compito di raccogliere le plastiche che saranno rinvenute dal fiume, e successivamente porterà questi rifiuti galleggianti, soprattutto plastiche, presso un centro di selezione. Qui saranno effettuate delle analisi per capire quali sono effettivamente i rifiuti che abitano i nostri fiumi, e capire se c'è possibilità di avviarli al riciclo. Corepla ha già in essere con la regione Lazio altri due progetti: uno incentrato sulla raccolta dei rifiuti grazie alla pesca strascico dei pescatori di Fiumicino e Civitavecchia, e un altro progetto di raccolta sempre grazie a delle barriere sia sul Tevere che sull'Aniene.

Corepla ha fornito qualche dato in merito ai risultati ottenuti in questi anni. "Per la sperimentazione di Fiumicino partita nel 2019 sono state raccolte 25 tonnellate di rifiuti, di questi il 66% sono altri materiali, mentre il 34% sono imballaggi in plastica. Di questi l'8% sono bottiglie, l'8% sono film e pellicole, 1% è polistirolo e l'altro 13% è costituito da altri imballaggi". 

Una raccolta sostanziale, che fa ben sperare nella buona riuscita anche delle barriere istallate con quest'ultimo progetto "Adotta il tuo fiume". Lo conferma anche Patrizio di Tursi, consigliere del II municipio di Roma che afferma ai nostri microfoni: "Sono romano e in quanto tale sono orgoglioso di rappresentare i cittadini in quest'iniziativa. Il fiume Tevere rappresenta per noi il cuore pulsante della città e deve essere il nostro biglietto da visita. 'Adottare' significa far si che sia un qualcosa di nostro. Non si tratta di rispettare solo il fiume ma la storia della città di Roma. Lo possiamo fare solo andando a 'prevenire'. La tecnologia ci deve aiutare con la raccolta della plastica e dei rifiuti, ma prima di ogni cosa ci deve essere la volontà di cambiare a partire dai cittadini e da che visita la Capitale". 

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