It does not receive public funding
Editor in chief:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube Instagram LinkedIn

Italian sounding shock: mozzarella protagonista di una pubblicità fake

L'azienda lettone Formagia ha ingaggiato i sosia dei Maneskin per pubblicizzare un prodotto "italiano"

Siamo in Lettonia, qui un’azienda produttrice di formaggi ha scelto tre ragazzi e una ragazza a dir poco simili ai Maneskin per una campagna promozionale della mozzarella. I protagonisti della pubblicità, infatti, sono intenti a mangiare una pizza e la didascalia, tradotta, è: “Buona come in Italia! La mozzarella Formagia rende tutto più buono.. anche la pizza surgelata!”.

Mentre la foto diventa virale su Twitter, la domanda è: tutto questo è legale? Intervistata dall’Adnkronos, l’avvocato Margherita Cera, del colosso multinazionale della consulenza legale Rodl & Partner, ha commentato: “I Maneskin possono certamente agire per chiedere la rimozione della loro immagine dalla campagna pubblicitaria, nonché il risarcimento del danno per utilizzazione non autorizzata della loro immagine“. E poi ha concluso: ”tra l’altro nell’ambito di una pratica commerciale scorretta quale quella dell’ ‘italian sounding‘ che si configura quando produttori stranieri commercializzano beni non made in Italy facendo credere ai consumatori che siano invece prodotti tipici italiani”.

“E’ l’apoteosi del tarocco pubblicitario", commenta Davide Ciliberti spin doctor del gruppo di comunicazione Purple & Noise, "un’immagine che in un colpo solo mistifica la nostra mozzarella, la nostra pizza e la band italiana del momento nel mondo, ovvero i Maneskin che se da un lato possono, magra consolazione, compiacersi di essere davvero un fenomeno internazionale, talmente di moda persin in Lettonia che scaltri pubblicitari locali hanno deciso di sfruttare la loro immagine utilizzando dei sosia, cosa che neanche ai Beatles accadde”. 

"Verrebbe quasi da sorridere a vedee quei sosia impaggiati che spiluccano pseudo mozzarella da una pizza decongelata, peccato però che il fenomeno del falso made in Italy costa alla nostra economia ben più di 100 miliardi all'anno e che oltre che sulla mistificazione dell'origine inganna anche e soprattutto i consulatori esteri che, culturalmente arretrati rispetto al nostro agrifood, in buona buona fede sono convinti di acquistare peraltro pagando per questo un prezzo più alto, vero cibo italiano", conclude Ciliberti.

hef - 19626

EFA News - European Food Agency
Similar