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CLARA MOSCHINI

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Uefa e birra: se lo "stato laico" non vale a Euro 2020

Stop alla bevanda in conferenza stampa: dà fastidio ai musulmani

Stop alla birra in conferenza stampa, se a parlare è un giocatore musulmano e chiede espressamente di togliere le bottigliette pubblicitarie. Lo ha deciso l'Uefa, dopo il gesto di Paul Pogba che aveva spostato una bottiglia di birra Heineken, uno dei principali sponsor del torneo, posta tra lui e le telecamere. A nulla era valsa la precisazione che quella birra è in realtà analcolica.

Un portavoce della Uefa ha confermato le indiscrezioni della stampa: "Chiederemo al singolo giocatore se vuole togliere la birra o no, anche se è analcolica. Lo sponsor è stato interpellato, ed è d'accordo". 

La decisione della Uefa, a nostro avviso, è un grave precedente. Se "lo Stato è laico", di più dovrebbero esserlo lo sport e un organismo coma la Uefa. Pogba non aveva nessun obbligo di bere birra e se davvero aveva un problema di coscienza, bastava che non andasse in conferenza stampa. Non siamo in una teocrazia, la libertà di scegliere una bevanda amata da miliardi di persone non può essere intaccata da un atto apparso a moli intollerante, pretestuoso, realizzato in modo plateale per creare un caso ad arte. 

L'Uefa aveva già precisato che i giocatori non sarebbero stati multati, ma aveva ricordato a tutte le 24 federazioni della nazionali partecipanti "l'importanza degli sponsor per il sostegno economico" al calcio e al torneo. 

red - 19673

EFA News - European Food Agency
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