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CLARA MOSCHINI

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Presentata la quarta edizione di International Asparagus Days

Dal 7 al 9 settembre farà il suo debutto a Macfrut 2021

Per la prima volta International Asparagus Days (Iad) si svolgerà nell’ambito di Macfrut, la fiera internazionale dell’ortofrutta in programma al Rimini Expo Center da martedì 7 al 9 settembre 2021. Protagonista la filiera dell’asparago, al centro di convegni, prove dimostrative in campo e visite tecniche in azienda nel corso della tre giorni fieristica. Lo Iad è una delle aree dinamiche presenti nella kermesse ed è coordinata da Luciano Trentini con il supporto tecnico scientifico di Christian Befve, uno dei massimi esperti mondiali della filiera.

Nel nostro paese la produzione dell’asparago si estende su una superficie di circa 9500 ettari, con il grosso della produzione concentrata in Puglia (circa il 50% del totale), seguita da Veneto (21%) ed Emilia Romagna (circa 8%). Quella dell’asparago è una coltivazione che mantiene un trend positivo sotto il profilo commerciale visto l’andamento crescente della domanda da parte dei consumatori per tutte le tipologie di asparagi: verdi, bianchi e violetti. Risulta in aumento anche domanda di asparagi verdi per il mercato estero, meglio se biologici. Gli investimenti nell’ultimo biennio, soprattutto nel sud dell’Italia, hanno subito una flessione già a partire dal 2019, protrattasi anche nel 2020 poiché aggravata dai problemi commerciali connessi alla pandemia da Covid. La motivazione del calo delle superfici investite ad asparago nel sud Italia trova una motivazione legata sia per aspetti agronomici (tecniche colturali e scelta delle varietà), sia ambientali (andamento climatico negativo caratterizzato da primavere siccitose e frequenti gelate), che hanno avuto ripercussioni negative sul reddito delle imprese.

Anche per questa campagna 2021 la situazione, soprattutto in Puglia, è difficile. Gli abbassamenti termici e le abbondanti piogge stanno, come nell’annata precedente, nuovamente ritardando la raccolta, compromettendo ancora una volta le rese produttive. Al momento, per carenza di prodotto i prezzi di mercato sono buoni ma si teme un abbassamento dei prezzi di mercato se si verificherà la temuta concentrazione di produzione fra gli areali produttivi del nord e del sud Italia per effetto degli andamenti climatici avversi, in analogia al 2021 quando le gelate tardive colpirono duramente.

Nel 2020 la pandemia ha comportato la chiusura di bar ristoranti e mense (Horeca e ristorazione) e questo ha contribuito a ridurre il consumo di asparagi non solo freschi, ma anche conservati e surgelati. Solo la commercializzazione verso la Gdo e l’export hanno consentito vendite pressoché normali. Sempre nel 2020 la difficoltà di reperire la manodopera ha avuto un peso notevole sulle decisioni degli agricoltori di ridurre gli investimenti ed anche sulla decisione di abbandonare la raccolta in impianti giovani. In Italia quest’anno la superficie in produzione è stimata in circa 9.500/9.800 ettari. A questi bisogna aggiungere circa 1000 ettari di giovani impianti che attendono di entrare in produzione. Gli asparagi bianchi che rappresentano poco meno del 20% dell’intera superficie nazionale, sono presenti solo in due regioni italiane più precisamente in Veneto ed in Friuli Venezia Giulia. Gli asparagi viola (il più conosciuto è il Violetto d’Albenga) sono coltivati quasi esclusivamente in Liguria.

A trainare la produzione nazionale sono sempre gli asparagi verdi di Puglia che oggi rappresentano ancora livelli produttivi superiori ai 5.000 ettari, in Veneto si coltivano circa 2000 ha di asparagi verdi e bianchi (70%). In Emilia-Romagna (circa 750 ettari) e in Lazio (500 ettari). In Campania la coltura interessa oltre 400 ettari di asparagi verdi coltivati prevalentemente in serra. In Friuli Venezia Giulia si coltivano circa 200 ettari dei quali il 70 % bianchi. Si può affermare che per questa campagna 2021, la superficie a livello nazionale rispetto al 2020 è diminuita di circa un 10%. La riduzione più marcata si è verificata al sud dove il calo è stimato molto vicino al 15%. Stabile invece la produzione nelle regioni minori ed in Campania e nel nord, dove si ha qualche nuovo investimento. In leggero aumento la produzione di asparagi precoci riscaldati o con acque geotermiche come il Veneto, in Friuli Venezia Giulia e nel Lazio, ma vi sono prove in atto che prevedono di impiegare acque riscaldate da energie rinnovabili o come nel caso di un recentissimo e nuovo impianto, che utilizza come fonte energetica la energia elettrica.

Sono buone le prospettive di mercato a livello mondiale per l’asparago. Dopo una fase di sovrapproduzione negli anni 2000 dovuta allo sforamento dei 300.000 ettari coltivati, è scesa per attestarsi oggi intorno ai 215.000 ettari, non sufficienti per coprire la richiesta mondiale di asparagi bianchi e verdi. Secondo le proiezioni per soddisfare il fabbisogno mondiale di asparagi serve una superficie coltivata che si aggira fra i 270.000 ed i 280.000 ettari di superficie. In ambito mondiale il maggiore produttore è la Cina con una superficie di 93mila ettari, seguito dal Messico con 29mila e il Perù con 22mila.

Nell’area dinamica a Macfrut vengono approfonditi tutti gli aspetti della filiera: dalle nuove varietà alla produzione vivaistica, dalla preparazione dei terreni per l’impianto alla conduzione della asparagiaia con particolare attenzione alla possibilità di anticipare la produzione, dalla raccolta degli asparagi (bianchi e verdi) alla lavorazione del prodotto in modo ecocompatibile per garantire al consumatore finale un prodotto di elevata qualità. Sempre nel corso della fiera sono previsti due giorni di convegni e tavole rotonde (7-8 settembre) sulle principali tematiche come le scelte varietali in Italia e in Europa, unitamente all’importanza delle verifiche di campo per scegliere le cultivar più idonee. Giovedì 9 settembre è dedicata alle visite tecniche in campo.

hef - 19686

EFA News - European Food Agency
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