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CLARA MOSCHINI

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In Russia è boom del made in Italy tarocco

Per Coldiretti la causa sarebbe l'embargo su un lungo elenco di prodotti agroalimentari

Un progetto di legge russo che riserva ai soli spumanti locali l'etichetta "champagne" è la punta dell’iceberg del percorso autarchico dal punto di vista alimentare voluto da Putin

Non solo champagne: in Russia è boom di prodotti alimentari made in Italy taroccati per effetto dell’embargo che ha colpito dall'agosto 2014 un'importante lista di prodotti agroalimentari con il divieto all’ingresso di frutta e verdura, formaggi, carne e salumi, ma anche pesce, provenienti da Ue, Usa, Canada, Norvegia ed Australia. E’ quanto afferma Coldiretti nel sottolineare che il progetto di legge russo che riserva ai soli spumanti locali l'etichetta “champagne” è la punta dell’iceberg del percorso autarchico dal punto di vista alimentare avviato dal paese di Putin.

 "Al danno diretto delle mancate esportazioni in Russia si aggiunge infatti – sottolinea Coldiretti – la beffa della diffusione nei supermercati di prodotti di imitazione che non hanno nulla a che fare con il Made in Italy realizzati in Russia come Parmesan, mozzarella, robiola ma anche mortadella e insalata 'Buona Italia'. Il fenomeno riguarda anche la ristorazione italiana in Russia, che dopo una rapida esplosione rischia di essere frenata per la mancanza degli ingredienti principali. In alcuni casi i piatti sono spariti dai menu mentre in altri sono stati sostituiti da tarocchi locali o esteri senza però che ci sia nella stragrande maggioranza dei ristoranti una chiara indicazione nei menu".

L’embargo fortunatamente non riguarda le bevande con l’Italia, che ha messo a segno in Russia un aumento record del 37 per cento nelle esportazioni di bottiglie di spumante italiano nel primo trimestre 2021 rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat. Lo scorso anno sono state stappate 25 milioni di bottiglie di spumante nel Paese di Putin dove particolarmente apprezzati sono il Prosecco e l’Asti. Con la Russia che si classifica al quarto posto tra i principali consumatori delle bollicine italiane, dopo Germania, Stati Uniti e Regno Unito, potrebbe essere proprio l’Italia ad avvantaggiarsi della guerra dello champagne tra Russia e Francia, che potrebbe appunto favorire proprio il Made in Italy. 

CTim - 19827

EFA News - European Food Agency
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