It does not receive public funding
Editor in chief:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube Instagram LinkedIn

Vino italiano: fatturato 2021 salirà a oltre 11 miliardi

Secondo una stima Coldiretti su dati Mediobanca

Con la riapertura della ristorazione in tutto il mondo e la ripresa delle esportazioni siprevede un fatturato superiore agli 11 miliardi per il vino italiano nel 2021. E’ quanto emerge da una stima della Coldiretti sulla base dei dati Mediobanca che prevedono per le grandi aziende una a stima di crescita del 3,5%, soprattutto grazie all'export. Si attende infatti un netta inversione di tendenza dopo che nel primo trimestre del 2021 a causa degli effetti della pandemia le esportazioni italiane di vino sono risultate in calo di quasi il 4% in valore rispetto allo stesso periodo dello scorso anno secondo elaborazioni Coldiretti su dati Istat. 

L’Italia nonostante le difficolta dell’anno del Covid resta leader mondiale nella produzione con 49,1 milioni di ettolitri, ed anche primo esportatore sia nei vini fermi che spumanti con un totale di 20,8 milioni di ettolitri davanti alla Spagna con 20,2 e alla Francia con 13,8. Un primato consolidato grazie a 602 varietà iscritte al registro viti contro circa la metà dei cugini francesi – sottolinea Coldiretti – "con le bottiglie Made in Italy destinate per circa il 70% a Docg, Doc e Igt con 332 vini a denominazione di origine controllata (Doc), 76 vini a denominazione di origine controllata e garantita (Docg), e 118 vini a indicazione geografica tipica (Igt) riconosciuti in Italia e il restante 30% per i vini da tavola". 

A preoccupare è però -prosegue l'associazione-, il via libera dell’Unione Europea a nuove pratiche enologiche come la dealcolazione parziale e totale che secondo Coldiretti rappresenta un grosso rischio ed un precedente pericolosissimo permettendo di chiamare ancora vino un prodotto in cui sono state del tutto compromesse le caratteristiche di naturalità per effetto di trattamento invasivo che interviene nel secolare processo di trasformazione dell’uva in mosto, e quindi in vino. Particolarmente grave è la decisione di considerare i vini dealcolati e parzialmente dealcolati come prodotti vitivinicoli e di consentire tale pratica anche per i vini a denominazione di origine protetta o indicazione geografica protetta. L’unica nota positiva è che non sarà permessa l’aggiunta di acqua durante il processo di dealcolizzazione. "Resta il fatto che  rischia di essere omologata al ribasso una produzione come il vino di cui l’Italia è il principale produttore ed esportatore mondiale la cui produzione è di eccellenza", conclude Coldiretti.

 

red/c - 19903

EFA News - European Food Agency
Similar