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CLARA MOSCHINI

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Etichette/3: Commissione UE doppiamente inadempiente

I "profili nutrizionali", su cui si basa il sistema delle etichette a semaforo UK, vanno aboliti

La Commissione non ha mai pubblicato il regolamento attuativo e ora ignora le decisioni del Parlamento

"Il Parlamento europeo ha approvato con 402 sì e 285 no una risoluzione che invita la Commissione a rivedere il concetto dei profili nutrizionali, anche in vista di un loro possibile superamento. Si tratta dei profili con cui l'Ue punta a regolamentare l'informazione al consumatore sulle etichette alimentari, limitandone la pubblicità se superano certi contenuti di grassi o altri elementi ritenuti a rischio". 

Attenzione: questo è un lancio dell'AGI del 12 aprile 2016: a distanza di quasi due anni la Commissione continua a ignorare questa importante risoluzione del Parlamento, e insiste sulla strada dei "profili nutrizionali", cioè del Regolamento "claims" 1926/06. Proprio i profili che sono tra l'altro alla base dei semafori alimentari adottati dalla Gran Bretagna.

La battaglia parlamentare dura da tempo. Nel 2010 era già stato presentato un analogo emendamento dell'eurodeputata tedesca del Ppe Renate Sommer ma per un voto non era stato approvato. La risoluzione votata quasi due anni fa attestava un cambiamento del clima politico che doveva rappresentare un argine ai profili nutrizionali che classificano i cibi in buoni e cattivi sulla base del contenuto di grassi, grassi saturi, sali e zuccheri senza guardare alla dieta nel suo insieme.

Eppure in quasi due anni nulla è cambiato, la volontà popolare è stata ignorata e si cominciano a quantificare i primi danni del pernicioso sistema inglese. Secondo Roberto Moncalvo, Presidente di Coldiretti, "l'etichetta nutrizionale a semaforo sugli alimenti che si sta diffondendo in Europa boccia ingiustamente quasi l'85% in valore del Made in Italy a denominazione di origine (Dop) che la stessa Unione Europea dovrebbe invece tutelare e valorizzare. Siamo arrivati all'assurdo che il latte o l'olio di oliva extravergine, alimenti nobili, sono bollati di rosso mentre un drink light puo' fregiarsi di un bollino verde".

Su questo tema la Commissione UE è inadempiente anche su un altro aspetto sostanziale. 

Il regolamento UE sui profili nutrizionali - "claims" - del 2006 aveva delegato la Commissione europea a definire entro il 19/1/2009 le caratteristiche nutrizionali a cui le varie categorie di alimenti devono rispondere per poter associare benefici salutistici al loro consumo.

Ebbene la Commissione europea, nei quasi dieci anni trascorsi dalla pubblicazione del ‘regolamento claims’ in Gazzetta Ufficiale, non ha mai adempiuto a questo obbligo. Questo vuoto ha creato una forte incertezza sulla questione.

Intanto i sistemi autogestiti dai singoli paesi proliferano. Dopo i "semafori" inglesi, ecco il "nutriscore" francese, sistema che almeno ha il merito di considerare l'alimento nel suo insieme. Inoltre la Francia ha avviato il sistema informando la Commissione, quindi seguendo le regole dell'UE, al contrario dell'Inghilterra, nei cui confronti la Commissione ha avviato una procedura di infrazione delle regole comunitarie.

Un altro sistema è stato proposto da sei multinazionali: Coca Cola, Mars, Mondelez, Nestlè, PepsiCo e Unilever, che vorrebbero una sorta di semaforo, però adattato a una porzione.

(segue)




agu - 2015

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