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CLARA MOSCHINI

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Diva e regista lanciati nel cosmo: cosa mangiano nello Spazio?

Menù "terrestri" per cosmonauti e cast russo, giunto sulla Stazione spaziale per le scene di un film

Sono stati lanciati dal cosmodromo kazako di Baikonur il 5 ottobre a bordo della navetta Soyuz MS-19. Ad essere proiettati nel cosmo verso l'attracco alla Iss, Stazione Spaziale orbitante internazionale (effettuato poi con successo), il cosmonauta veterano dell'Agenzia spaziale russa Roscosmos, nonché comandante della spedizione, Anton Shkaplerov, il regista cinematografico Klim Shipenko, e l'attrice Yulia Peresild, anch'essi russi. Un lancio storico che per la prima volta porta nello spazio un cast cinematografico seppur ridotto, con la "mission" di girare sulla piattaforma orbitante alcune scene del film di prossima uscita "Challenge". Un soggiorno quanto mai singolare che durerà 12 giorni.

I due, che hanno ricevuto solo un minimo addestramento di base, e dunque non una preparazione specifica al volo spaziale come in genere accade per i cosmonauti, come reagiranno al "regime alimentare" imposto sulla Iss? Nell'immaginario collettivo infatti (complice anche la vecchia cinematografia) li si vede intenti a ingurgitare pillole piuttosto che cibi artificiali creati in laboratorio. Scopriamo invece che non è così. Mangiano bene. Anzi, più che bene.

Il menù moderno della Iss è molto vario, e non è peggio di quello di casa o di un ristorante sulla Terra. E anzi, alta qualità e serrati controlli di sicurezza alimentare sono requisiti imprescindibili per i cibi inviati a bordo periodicamente dai cosmodromi terrestri. A spiegarlo alla stampa russa è lo stesso Shkaplerov, forte della sua esperienza di 4 spedizioni nello spazio. Quindi, oltre ad essere biologici, sono cibi prodotti da marchi fra i più conosciuti sul mercato, nazionale o internazionale a seconda della nazionalità dei membri d'equipaggio che si succedono sulla Iss. Salse, condimenti, conserve di pesce, di carne o di verdure, sottaceti, dolciumi. "Ognuno sceglie cosa mangerà, guidato dai propri gusti -riferisce il comandante-. Abbiamo a disposizione circa 100 tipi di prodotti vari solo per ciò che riguarda il mercato nazionale di ognuno di noi. Inoltre, i membri d'equipaggio di altri Paesi ricevono i loro cibi a bordo e li mettono anche a disposizione degli altri. Ad esempio, un astronauta olandese ha ricevuto dei formaggi, e uno italiano invece ha chiesto e ottenuto una macchina da caffè appositamente progettata per funzionare in assenza di gravità, di cui abbiamo goduto tutti". Senza contare le prelibatezze, come il caviale nero che non manca mai ad ogni capodanno, conclude il veterano. 

Insomma, sulla Stazione spaziale non si muore certo di fame... Resta solo una domanda: chissà come sarà mangiare quel ben di Dio fluttuando a gravità zero? Lo scoprirà solo chi andrà fin lì...

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EFA News - European Food Agency
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