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CLARA MOSCHINI

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Esteri: torna a riunirsi il consiglio Italo-Russo

Anche l'agroalimentare al centro del colloquio alla Farnesina

Si è tenuta questa mattina a Roma, alla Farnesina, la XVIII sessione plenaria del “Consiglio italo-russo per la cooperazione economica, industriale e finanziaria” (CIRCEIF), i cui lavori sono stati presieduti dal ministro degli Esteri italiano, Luigi Di Maio, e dal ministro dell’Industria e del Commercio della Federazione Russa, Denis Manturov.

Al centro dei colloqui, anche l'importante collaborazione nel settore agroalimentare, con gli interventi Luigi Scordamaglia, Ceo di Inalca (Gruppo Cremonini) e Consigliere delegato di Filiera Italia, e di Rustem Zaripov, Vice President; Russian Direct Investment Fund.

“Italia e Russia due paesi sempre più complementari”, ha detto Luigi Scordamaglia, “La recente crisi Covid ha accentuato la centralità strategica della filiera agroalimentare e della sicurezza dell'approvvigionamento alimentare".

Dall'incontro è emerso che La Russia ha aumentato il proprio livello di autosufficienza alimentare raggiungendo il 163% nel grano, il 100% nelle carni avicole e suine, del 200% degli oli vegetali. Senza alcuna competizione con l’Italia che non produce commodities, ma eccellenze ad alto valore aggiunto. Comune anche la visione secondo cui la terra è un bene prezioso da rispettare con tecnologia e know how di cui le imprese italiane sono all'avanguardia per produrre più qualità, ma riducendo l’impatto ambientale. Altri due elementi comuni sono la scelta di non omologare le proprie produzioni, l'assenza di tecniche Ogm superate e la netta prevalenza nel settore delle Pmi. 

“L’Italia nel food non ha multinazionali globali", ha detto Scordamaglia, "ma aziende leader che consolidano supply chain fatte da decine di migliaia di agricoltori, modello questo di riferimento per entrambi i paesi”. 

Infine un appello sulle sanzioni: “Il sistema di sanzioni e contro sanzioni Ue Russia continua a colpire pesantemente la nostra filiera agroalimentare, sia per la mancata esportazione verso quel Paese di eccellenze alimentari italiane, dai nostri grandi salumi e formaggi alla nostra produzione ortofrutticola, sia per il crescente fenomeno dell’italian sounding che sta inquinando quel mercato con prodotti taroccati provenienti da Sud America o Turchia: un danno complessivo per la nostra filiera", ha concluso Scordamaglia.

hef - 22397

EFA News - European Food Agency
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