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CLARA MOSCHINI

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I vantaggi dell'erba medica nell'alimentazione dei conigli

Importante risorsa per aumentare il benessere animale

In un anno il tasso di mortalità è sceso del 51,11% e i trattamenti farmacologici si sono praticamente azzerati: un segnale tangibile che i conigli allevati stanno bene. Questa positiva inversione di tendenza rispetto a un recente passato avviene presso l’azienda agricola Valle Uno di San Leo, in provincia di Rimini, appartenente al Gruppo Carli associato ad Aife/Filiera Italiana Foraggi di Ravenna, l’Associazione a cui fanno capo 30 impianti di essiccazione e disidratazione di erba medica e foraggi per una produzione complessiva annuale che sfiora 1 milione di tonnellate e un fatturato che si aggira intorno ai 250milioni di Euro.

Daniela Carli, insieme alla sua famiglia, manda avanti la produzione di erba medica e allevamento di conigli del Gruppo. Le tecniche di allevamento di questi animali, negli anni sono molto cambiate, a iniziare dall’alimentazione. "Fino a una trentina di anni fa la razione alimentare da somministrare ai conigli prevedeva erba medica disidratata e fieno di prima scelta poi, per arginare l’aumento dei costi di produzione e ridurre i tempi di accrescimento degli animali, il settore mangimistico ha spinto verso formule più proteiche che di fatto hanno penalizzato la percentuale di foraggi prevista, tant’è vero che oggi, se andiamo a vedere la lista dei componenti della razione, l’erba medica è sempre agli ultimi posti", ha spiegato Carli. 

"In questo contesto si è preferito privilegiare l’uso di cereali e proteo-oleaginose come il girasole e la soia, i cui costi-formula sono stati calmierati da una serie di sottoprodotti non sempre di buona qualità. Con questa scelta alimentare però, gli animali hanno iniziato a manifestare importanti problemi sanitari, prevalentemente gastroenterici, che oltre a imporre un uso sempre più massiccio di farmaci hanno anche causato elevati tassi di mortalità, con considerevoli ripercussioni economiche a carico degli allevatori", ha continuato. 

“Così abbiamo studiato una razione che contenesse erba medica disidratata e fieno essiccato al sole, entrambi di prima scelta, in una percentuale non inferiore al 70%. Ci siamo accorti che la riduzione sistematica di un mangime più spinto da un punto di vista proteico a favore di una formulazione in cui l’erba medica dava riscontri sorprendenti. I conigli stavano bene, non manifestavano più problemi sanitari e la mortalità via via si riduceva progressivamente. Siamo infatti passati da 19.875 capi morti del 2020 ai 9.716 del 2021”, ha concluso.

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EFA News - European Food Agency
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