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CLARA MOSCHINI

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Peste suina: emergenza da affrontare col massimo rigore

Per Assica a rischio 20 mln per ogni mese di eventuale sospensione di export

E' una malattia virale che non si trasmette all’uomo e non rappresenta un problema di sicurezza alimentare. Ma colpisce suini e cinghiali, è altamente contagiosa e spesso letale per gli animali.

“La conferma del riscontro del virus della Peste suina africana in una carcassa di cinghiale rinvenuta a Ovada, in provincia di Alessandria (vedi articolo di EFA News), è la notizia che non avremmo mai voluto ricevere ma da diversi anni, ormai, la diffusione del virus in Europa destava la nostra preoccupazione e temevamo ci avrebbe riguardato da vicino, prima o poi”: è il commento di Davide Calderone, Direttore di Assica, l'Associazione Industriali delle Carni e dei Salumi.

La Peste suina africana è una malattia virale che non si trasmette all’uomo; quindi, non rappresenta un problema di sicurezza alimentare. Ma colpisce suini e cinghiali, è altamente contagiosa e spesso letale per gli animali: per questo la sua diffusione può avere pesanti conseguenze economiche per le aziende del settore suinicolo e per il nostro Paese in generale.

In particolare, nel caso in cui i Paesi terzi destinatari delle esportazioni di carni e prodotti a base di carne suina dovessero decidere in maniera ingiustificata – non riconoscendo il principio di regionalizzazione - di vietare l’ingresso a tutte le produzioni suine italiane. 

“È fondamentale che i Paesi terzi riconoscano che le misure che saranno tempestivamente adottate dalle Autorità italiane e comunitarie sono sufficienti a fornire tutte le garanzie necessarie per mantenere aperto il canale commerciale con il nostro Paese – ha proseguito Calderone. Diversamente, le conseguenze saranno disastrose: abbiamo stimato un danno da mancate esportazioni di almeno 20 milioni di euro per ogni mese di sospensione del nostro export”.

“Per questo confidiamo che le Autorità competenti affrontino l’emergenza col massimo rigore, rafforzando al massimo, su tutto il territorio nazionale, la sorveglianza nel settore del selvatico e innalzando al livello massimo di allerta la vigilanza sulle misure di biosicurezza nel settore domestico con particolare riguardo a tutte le operazioni di trasporto e di movimentazione degli animali, di mangimi, prodotti e persone per evitare il coinvolgimento dei suini domestici e per arrivare al più presto alla soluzione del problema”.

red - 22862

EFA News - European Food Agency
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