It does not receive public funding
Editor in chief:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube Instagram LinkedIn

Cannabis, parere negativo alla vendita da Cons. Sup. Sanità

Arriva dopo oltre un mese dall'autorizzazione del Miipaf, business finito?

Un pasticcio amministrativo, frutto dell'approccio ideologico al problema

Alt alla vendita della cannabis legale. E' quello che chiede il Consiglio Superiore di Sanità  che ha detto no alla vendita di cannabis light per un principio di precauzione e di tutela di consumatori inconsapevoli. La posizione del Css è che gli effetti del Thc anche a bassa concentrazione su alcuni soggetti come anziani, madri in allattamento o persone con patologie particolari sono ancora poco studiati. Con tanti saluti alla campagna antiprobizionista che martella da anni (con l'ultimo più noto testimonial il giornalista Roberto Saviano).

E' compito ora del Ministero della Salute decidere sul divieto di vendita. Peccato però che l'autorizzazione alla vendita sia già stata di fatto emessa dal Miipaf, che ha pubblicato a fine maggio la circolare applicativa della legge approvata nel gennaio 2017. La circolare ribadisce che la coltivazione è consentita senza necessità di autorizzazione, richiesta, invece, per la coltivazione di canapa ad alto contenuto di Delta-9-tetraidrocannabinolo e Delta-8-trans-tetraidrocannabinolo, di seguito THC, per gli usi consentiti dalla legge.

La circolare del Miipaf ha messo in moto un business milionario, al punto che ad oggi ci sono già 650 punti vendita in tutta Italia per la cannabis light.

Ora si scopre che il parere al Css era stato richiesto il il 10 febbraio  scorso e che il Ministro della salute in aprile ha investito della questione l'Avvocatura generale dello Stato per un parere - non ancora arrivato - anche sulla base degli elementi da raccogliere dalle altre amministrazioni competenti (Presidenza del Consiglio e Ministeri dell'Interno, Economia, Sviluppo economico, Agricoltura, Infrastrutture e trasporti). Il Miipaf evidentemente aveva urgenza e ha emesso la circolare di fine maggio senza acquisire tutti i pareri richiesti.

La decisione del Ministero della Salute, in particolare, potrebbe mettere una pietra tombale alla vendita. 

Il Css, infatti, "ritiene che la pericolosità dei prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa, in cui viene indicata in etichetta la presenza di cannabis o cannabis light o cannabis leggera, non può essere esclusa".

Inoltre il Css ritiene che "tra le finalità della coltivazione della canapa industriale" previste dalla legge 242/2016 - quella che ha aperto al commercio, oggi fiorente, della cannabis light - "non è inclusa la produzione delle infiorescenze né la libera vendita al pubblico; pertanto la vendita dei prodotti contenenti o costituiti da infiorescenze di canapa, in cui viene indicata in etichetta la presenza di cannabis o cannabis light o cannabis leggera, in forza del parere espresso sulla loro pericolosità, qualunque ne sia il contenuto di Thc, pone certamente motivo di preoccupazione". 


agu - 3823

EFA News - European Food Agency
Similar