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CLARA MOSCHINI

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Jack Daniels depresso (ma non troppo)

Brown-Forman, fatturato trimestrale -3%: battute le stime degli analisti. I dazi sull'alluminio potrebbero incidere sul segmento lattine

Brown-Forman Corporation, la multinazionale spirit che ha in portafoglio marchi come il whisky Usa Jack Daniels, ha comunicato i risultati finanziari del primo trimestre dell'anno fiscale 2026, conclusosi il 31 luglio 2025, con un fatturato netto in calo del 3% a 924 milioni di dollari (+1% su base organica) rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. L'utile operativo è diminuito del 7% a 260 milioni di dollari (+2% su base organica) e l'utile diluito per azione è diminuito del 13% a 0,36 dollari.

“La nostra solida performance del primo trimestre riflette le azioni decisive che abbiamo intrapreso per rafforzare la nostra attività in un contesto difficile -ha dichiarato Lawson Whiting, presidente e amministratore delegato di Brown-Forman-. L'innovazione di alto livello e le audaci strategie di vendita al consumatore, in particolare, ci hanno permesso di ottenere risultati solidi a fronte di venti contrari persistenti. Siamo lieti di riaffermare le nostre previsioni per l'intero anno e rimaniamo fiduciosi nella nostra capacità di creare valore a lungo termine per gli azionisti".

Tra i punti salienti del primo trimestre dell'anno fiscale 2026 si evidenzia la crescita delle vendite nette nei mercati emergenti e nel canale Travel Retail, crescita più che compensata dal calo negli Stati Uniti e nei mercati internazionali sviluppati. Il margine lordo è aumentato di 40 punti base, grazie all'aumento delle vendite nei mercati emergenti e nel canale Travel Retail. L'utile operativo è diminuito del 7%, principalmente a causa dei cambi sfavorevoli.

Per quanto riguarda i marchi, le vendite nette dei prodotti Whiskey sono rimaste invariate (organico piatto) grazie alle forti spedizioni iniziali di Jack Daniel's Tennessee Blackberry in preparazione al lancio e alla crescita di Jack Daniel's Tennessee Apple in Brasile. Ciò è stato compensato dalla diminuzione dei volumi di Jack Daniel's Tennessee Whiskey negli Stati Uniti e in Germania.    

Le vendite nette del portafoglio Tequila sono diminuite dell'1% (+1% organico). Le vendite nette di Herradura sono diminuite del 16% (-15% organico) a causa della riduzione dei volumi negli Stati Uniti, in quanto la categoria della tequila rimane competitiva. Le vendite nette di el Jimador sono aumentate del 14% (+16% organico) grazie all'aumento dei volumi negli Stati Uniti, dovuto al lancio del nuovo design delle bottiglie, alla creazione di scorte in vista del passaggio dei distributori in 13 Stati e al lancio dell'innovazione dell'espressione Cristalino.   

 Le vendite nette del portafoglio Ready-to-Drink sono aumentate del 6% (+9% organico). Il portafoglio RTD/RTP di Jack Daniel's è diminuito del 2% (-1% organico), poiché il calo in Canada ha più che compensato la crescita negli Stati Uniti.

Le vendite nette del Resto del Portafoglio sono diminuite del 27% (+17% organico): il calo è stato parzialmente compensato dalla distribuzione di nuovi marchi di agenzia in Giappone e Messico e dalla crescita di Gin Mare in Italia.    

Ebbene, nonostante le ottimistiche dichiarazioni del presidente e ad e nonostante, soprattutto, numeri non certo esaltanti, il brand ha battuto le stime di Wall Street per le vendite del primo trimestre "grazie alla costante domanda di bevande pronte da bere e di liquori", almeno stando a quanto sostengono gli analisti. "La popolarità dei marchi di whisky a prezzo elevato, Jack Daniel's, Old Forester e Woodford Reserve, tra le persone con un reddito più elevato, soprattutto nei mercati emergenti, ha aiutato l'azienda a compensare la domanda debole di alcolici nel mercato statunitense".

Tuttavia, i piani del presidente Donald Trump di raddoppiare i dazi sulle importazioni di acciaio e alluminio al 50%, sempre secondo gli analisti, "potrebbero mettere a rischio i margini dei suoi prodotti in lattina pronti da bere, insieme alle sfide derivanti dalla dipendenza di Brown-Forman dal Messico, che ha rappresentato il 7% delle sue vendite nel 2024".

'azienda ha ribadito che l'ambiente operativo per l'anno fiscale 2026 continuerà ad essere difficile, “con scarsa visibilità a causa della volatilità macroeconomica e geopolitica” e dovrà affrontare “i venti contrari derivanti dall'incertezza dei consumatori e dal potenziale impatto di tariffe attualmente sconosciute”.

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