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CLARA MOSCHINI

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Sant'Antonio Abate: la sfilata degli animali a Roma

La tradizionale benedizione in piazza San Pietro

Asini, conigli, cavalli, mucche, maiali, pecore, polli e tacchini: per un giorno gli animali hanno lasciato le loro stalle nella campagna laziale – Maccarese, Viterbo, Montalto di Castro e Ponzano Romano – per essere benedetti ieri a Roma, in piazza Pio XII, davanti al Palazzo delle Congregazioni, dal cardinale Mauro Gambetti, arciprete della Basilica di San Pietro, in occasione della memoria liturgica di Sant’Antonio Abate, loro protettore. E su via della Conciliazione hanno sfilato gli allevatori in rappresentanza delle razze italiane di “allevamenti in biodiversità”.

Il giorno di Sant’Antonio Abate coincide con la 19a Giornata dell’Allevatore, promossa dall’AIA, l’Assemblea Italiana Allevatori e da Coldiretti. All’inizio della liturgia eucaristica, il presidente Roberto Nocentini, ha rivolto al cardinale arciprete Gambetti un discorso di saluto in cui ha assicurato l’impegno degli allevatori a farsi custodi del Creato, sul solco della Lettera enciclica di Papa Francesco Laudato si’, e promotori di un’economia sempre al servizio dell’uomo: “Accogliamo con grande attenzione le parole pronunciate di recente dal Santo Padre Leone XIV: l’economia vale non in sé, ma per quanto tutela dignità umana e Creato. Il successo, ha ricordato il Papa, non si misura unicamente sul guadagno, ma anche sulla sua capacità di generare sviluppo e coesione sociale. Il Mondo, quindi, ha bisogno urgente di imprenditori al servizio del bene comune – ha detto infine Nocentini - e noi allevatori vogliamo confermare la nostra scelta di lavorare per contribuire a realizzare prodotti che costituiscano un cibo giusto e sufficiente per il maggior numero di persone”.

Il cardinale arciprete Gambetti ha presieduto la Messa, animata dal coro della Cappella Giulia, presso l’altare della Cattedra della Basilica di San Pietro. “Pensiamo a quante volte la cura degli animali chiede tempo, energie e sacrificio, senza risultati vantaggiosi”, ha detto il porporato ad un’assemblea composta prevalentemente da allevatori e dalle loro associazioni: Coldiretti, accompagnata dal loro consigliere ecclesiastico, don Nicola Macculi; l’Associazione Italiana Allevatori; e poi i dirigenti e funzionari del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, del Ministero della Salute, e i rappresentanti di vari Corpi Militari.

“Forse siamo tentati di lasciar perdere, - ha evidenziato il cardinale Gambetti -  di cedere ad altri l’attività, di cercare soluzioni facili. Ricordiamoci dello sguardo di Dio che si è posato su di noi. Come alle origini della creazione, del mondo e dell’uomo, narrata nel Libro della Genesi: ‘Ogni creatura è guardata e vista nella sua bellezza’”. Alla fatica si accompagna però la responsabilità e la gioia di prendersi cura del Creato e del prossimo. “Sotto il cielo, noi stiamo sotto lo sguardo di Dio. E all’uomo è affidato il compito, la responsabilità del giardino dell’Eden, per custodirlo, per offrire ristoro per il corpo e per l’anima agli esseri umani e nutrimento e riparo per tutti gli esseri viventi”. Il porporato ha infine invitato alla solidarietà e alla fratellanza: “Apriamo il cuore per incontrare il Signore e stringere tra noi sempre più patti di amicizia e di alleanza per fare il bene nel mondo”.

Coldiretti ha ricordato che "con trecento razze da allevamento censite dalla Fao, la Fattoria Italia rappresenta un patrimonio del Paese non solo economico ma anche di biodiversità, che va tutelato e valorizzato, garantendo un giusto reddito agl iallevatori nazionali. Unostraordinario patrimonio anche quello della Fattoria Lazio in termini economici e ambientali, con oltre 270mila mucche e bufale, oltre700 mila pecore e capre, più di 51 mila maiali, ma anche oltre a 50 mila tra cavalli e asini".

red - 56807

EFA News - European Food Agency
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