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CLARA MOSCHINI

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Copa e Cogeca vogliono stop del meccanismo calcolo carbonio

Crollano dell'80% le importazioni di fertilizzanti, i prezzi continuano ad aumentare e la disponibilità diventa incerta

L'applicazione del CBAM suscita un calo delle importazioni di fertilizzanti dell'80%: presagio di un'altra crisi per il settore agricolo? Se lo chiedono il Copa e Cogeca in un comunicato in cui riportano che "gli ultimi dati della Commissione europea confermano il grave collasso senza precedenti delle importazioni europee di fertilizzanti azotati, a seguito dell'entrata in vigore del meccanismo di adeguamento del carbonio alle frontiere (CBAM)". 

"Nel gennaio del 2026 - aggiunge la nota - l'UE ha importato soltanto 179.877 tonnellate di concimi azotati, mentre i volumi di gennaio 2025 si attestavano a 1.183.728 tonnellate. Le importazioni sono, quindi, scese al di sotto del del 16% rispetto ai livelli usuali, una dura realtà che adesso bussa alle porte dell'UE. Queste cifre confermano i ripetuti avvertimenti formulati dal Copa e dalla Cogeca negli ultimi anni". 

"Le organizzazioni degli agricoltori e delle cooperative agricole - prosegue il comunicato - hanno ripetutamente messo in guardia le istituzioni europee del fatto che, senza le necessarie misure di salvaguardia a livello tecnico e senza aver adeguatamente preparato il mercato, l'attuazione del CBAM sui fertilizzanti avrebbe interrotto i flussi di approvvigionamento e fatto aumentare i costi per gli agricoltori europei". 

"I concimi azotati, colpiti direttamente dal CBAM, rappresentano all'incirca il 46% del totale dei fertilizzanti consumati nell'UE e oltre il 30% di questo fabbisogno è tradizionalmente soddisfatto grazie alle importazioni - spiegano Copa e Cogeca - Una riduzione di questa portata non può essere assorbita senza conseguenze. Così facendo si mina direttamente la stabilità della produzione agricola nell'intera UE, destabilizzando i mercati con mosse preventive, come riscontrato a dicembre 2025 poco prima dell'attuazione del meccanismo". 

"Nel frattempo, i prezzi dei concimi locali continuano ad aumentare - commentano le organizzazioni degli agricoltori europei - A gennaio 2026 erano più cari del 25% rispetto alla media del 2024. Considerato che i fertilizzanti rappresentano in media fra il 15 e il 30% dei costi dei fattori di produzione per un agricoltore, e che il settore dei seminativi è già sottoposto a gravi pressioni, con margini che si confermano negativi per il terzo anno consecutivo, questa situazione potrebbe presto rappresentare il culmine per molti Stati membri".

Secondo Copa e Cogeca, "i livelli delle scorte sono altrettanto preoccupanti. In media, le scorte attuali permetterebbero di coprire soltanto fra il 45 e il 50% del fabbisogno di fertilizzanti per la campagna 20264, con livelli significativamente più bassi in alcuni Stati membri, come Italia e Irlanda. Questa situazione non tiene conto dei preparativi per il raccolto 2027 e mette in risalto la crescente vulnerabilità della produzione alimentare dell'UE". 

Il Copa e la Cogeca - prosegue il comunicato ufficiale - hanno richiesto più volte un approccio pragmatico e responsabile. Fra le principali richieste formulate nelle proteste di dicembre e gennaio figurava la posticipazione dell'entrata in vigore del CBAM per i fertilizzanti fino a quanto non fosse stata trovata una soluzione tecnica che garantisse la prevedibilità dei prezzi al momento dell'importazione e della fatturazione, evitando così l'interruzione delle forniture nella catena di approvvigionamento e introducendo misure di lungo termine per compensare i costi generati dal CBAM per gli agricoltori". 

"I dati adesso non lasciano spazio a interpretazioni - aggiungono Copa e Cogeca - Quando le importazioni precipitano di oltre l'80%, quando i prezzi continuano ad aumentare e la disponibilità diventa incerta, non si tratta più di un timore di natura teorica. Si tratta di un rischio immediato per la produzione agricola e la sicurezza dell'approvvigionamento alimentare nell'UE".

"L'Unione europea deve riconoscere questa realtà e agire di conseguenza - concludono le due organizzazioni - Il Copa e la Cogeca esortano all'immediata sospensione del CBAM sui fertilizzanti per impedire ulteriori turbative e proteggere l'agricoltura europea. Occorrono anche misure strutturali per garantire la disponibilità e l'abbordabilità di fertilizzanti in Europa nel lungo termine".  

Ff - 57522

EFA News - European Food Agency
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