Pecorino Romano Dop. Masaf respinge modifiche al disciplinare
Copagri: "Serve introdurre riferimento esplicito alle razze ovine"
"L’assenza di un’indicazione sulle razze nel disciplinare di produzione del Pecorino Romano DOP continua a lasciare aperta una frattura tra l’identità storica del formaggio e l’evoluzione possibile dei modelli di allevamento”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Sardegna Giuseppe Patteri dopo il respingimento, da parte del Masaf, delle opposizioni e dei ricorsi presentati contro la modifica del disciplinare del formaggio, sottoscritti anche dalla Federazione.
“Rafforzare il legame tra DOP, territorio e sistema produttivo tradizionale, evitando che la denominazione venga progressivamente svuotata dei suoi elementi identitari, è una condizione fondamentale e imprescindibile, tanto più che la DOP non è un marchio qualsiasi, ma un vero e proprio patto tra gli allevatori, i consumatori e le comunità che ne garantiscono la produzione”, prosegue il presidente, ricordando che “la Copagri chiede da tempo di introdurre nel disciplinare del Pecorino Romano un riferimento esplicito alle razze ovine storicamente radicate negli areali produttivi, ovvero la Razza Sarda e la Nera di Arbus, così da valorizzarle coerentemente con il modello produttivo della denominazione”.
“Non si tratta di una battaglia ideologica, ma di tutela economica e di mercato: il consumatore associa il Pecorino Romano DOP a un prodotto connesso a pascolo, tradizione, ambiente e territorio. Indebolire questo legame significa esporre l’intera filiera a una competizione al ribasso, con effetti potenzialmente negativi su prezzo del latte, sostenibilità e permanenza delle aziende nelle campagne”, rimarca.
“Se oggi si sostiene che la richiesta di rigetto non è ammissibile perché esterna all’iter di modifica proposto, come si evince dalla risposta del Masaf, allora va individuata immediatamente la sede corretta per discuterne, senza scaricare sui territori e sui pastori il costo di una governance che non garantisce adeguata partecipazione”, aggiunge il direttore della Copagri Sardegna Mario Putzolu.
“La Copagri Sardegna non è contraria all’aggiornamento dei disciplinari quando serve a migliorare qualità, sicurezza, trasparenza e competitività. Ma l’innovazione non può trasformarsi in un grimaldello per allontanare la DOP dai suoi fondamenti, ovvero territorio, biodiversità zootecnica, pascolo, sostenibilità ambientale e culturale”, continua il direttore, ribadendo l’importanza di attivare quanto prima un tavolo tecnico-istituzionale, con il coinvolgimento di Masaf, Regione, Consorzio e parti sociali, per definire una proposta di integrazione del disciplinare che includa le “razze storiche” e di lavorare per un percorso trasparente che, con tempi certi, consenta ai produttori di contribuire alle scelte strategiche sulla DOP.
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