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CLARA MOSCHINI

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Legacoop EmiliaR: fatturato sfiora gli 8 mld euro

14.634 addetti e 41.650 associati tra le 180 cooperative aderenti

La cooperazione agroalimentare e della pesca aderente a Legacoop Emilia-Romagna, con un fatturato che ha raggiunto i 7,9 miliardi di euro e 14.634 addetti, si conferma protagonista della Food Valley regionale. Le 180 cooperative dell’agroalimentare rappresentano un pilastro per la tenuta socioeconomica del territorio, garantendo competitività e migliori condizioni di mercato a 41.650 associati che conferiscono le proprie produzioni. Generano il 19% dell’intero fatturato regionale del comparto, con una punta del 40% nel lattiero-caseario.

Sono alcuni dei dati della ricerca di Nomisma “Sfide e scenari di mercato per la cooperazione agroalimentare regionale: il ruolo di Legacoop Emilia-Romagna”, presentata nel corso dell’evento “Protagonisti della Food Valley” organizzato da Legacoop Emilia-Romagna a conclusione del processo di fusione di Legacoop Agroalimentare Nord Italia nell’associazione regionale.

A livello territoriale, la ricchezza prodotta dalle cooperative di Legacoop è distribuita in tutte le province ma con una forte concentrazione in quattro province: Bologna detiene il 28% del fatturato regionale e il 12% delle cooperative associate, seguita da Modena con il 25% del fatturato e il 10% delle imprese, Ravenna con il 18% del valore e il 17% delle cooperative e Reggio Emilia, che rappresenta il 17% del fatturato e il 21% delle imprese cooperative.

L’attività delle cooperative agroalimentari si inserisce in un contesto territoriale dinamico. L’Emilia-Romagna è la seconda regione italiana per fatturato del settore alimentare e bevande e per il valore dell’export (16,5% del totale nazionale), dopo la Lombardia. Nei primi nove mesi del 2025, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, le esportazioni hanno segnato un incremento del 10%, una crescita doppia di quella nazionale. Sfide future e ruolo degli accordi internazionaliLa ricerca di Nomisma analizza anche le sfide future di una filiera che dovrà sempre più misurarsi con criticità strutturali e ambientali.

L'Emilia-Romagna è la seconda regione italiana più colpita da eventi climatici estremi, con 19 episodi gravi registrati tra il 2015 e il 2024, che rappresentano il 13% del totale nazionale. A ciò si aggiunge la questione demografica interna, con una proiezione al 2054 che vede la quota di popolazione “over 65” salire al 33,2% del totale, e la forte volatilità dei costi produttivi: l’indice dei prezzi per energia e combustibili nel 2024 è pari a 154 (rispetto alla base 100 del 2020).In questo contesto, gli accordi di libero scambio sono determinanti per la tenuta del comparto.

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EFA News - European Food Agency
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