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CLARA MOSCHINI

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Obesità/2. Oggi si "celebra" un'emergenza in sanità

I palazzi si colorano di blu per sensibilizzare su questa "piaga" che coinvolge, solo in Italia, il 12% della popolazione adulta

Oggi è il World Obesity Day, la giornata contro l'obesità. Il 4 marzo, dunque, si celebra una delle principali emergenze di sanità pubblica a livello globale e nazionale: i palazzi delle istituzioni si illumineranno di blu come la facciata di Montecitorio che viene illuminata di blu con la scritta "Giornata mondiale dell'obesità" dal tramonto di mercoledì 4 all'una di giovedì 5 marzo. L'iniziativa è promossa da Amici Obesi in adesione alla campagna globale della World Obesity Federation.

La Federazione Mondiale dell'Obesità ha lanciato oggi l'allarme: il mondo è destinato a non raggiungere l'obiettivo globale del 2025 per arrestare l'aumento dell'obesità infantile. E nonostante la scadenza sia stata ora prorogata al 2030, la maggior parte dei paesi rimane fuori strada. Secondo il World Obesity Atlas 2026, pubblicato oggi proprio in occasione della Giornata Mondiale dell'Obesità, più di un bambino su cinque (20,7%) tra 5 e 19 anni in tutto il mondo convive con obesità e sovrappeso, con un aumento rispetto al 14,6% del 2010. 

La Federazione Mondiale dell'Obesità prevede che entro il 2040, un totale di 507 milioni di bambini vivranno con sovrappeso o obesità. L'obesità infantile e il sovrappeso portano a condizioni simili a quelle osservate negli adulti, tra cui ipertensione e malattie cardiovascolari: si stima che entro il 2040, 57,6 milioni di bambini mostreranno segni precoci di malattie cardiovascolari e 43,2 milioni di ipertensione. La ricerca mostra come le azioni per affrontare l'obesità infantile rimangano inadeguate in tutto il mondo, con molti paesi che non adottano le politiche necessarie per la prevenzione, il monitoraggio, lo screening e la gestione.

Secondo Johanna Ralston, direttrice generale della Federazione Mondiale dell'Obesità, "l'aumento dell'obesità infantile in tutto il mondo dimostra che non siamo riusciti a prendere sul serio una malattia che colpisce un bambino su cinque. I governi devono urgentemente intensificare gli sforzi di prevenzione e gestione per i bambini che convivono con sovrappeso e obesità e garantire che ricevano le cure di cui hanno bisogno. Dobbiamo attuare politiche per creare ambienti sani, che i bambini siano a casa, a scuola o fuori: sappiamo che le tasse sulle bevande zuccherate e i limiti alla pubblicità di alimenti non sani per i bambini funzionano, insieme a un maggiore accesso all'attività fisica e a un monitoraggio che inizia nell'assistenza primaria".

In Italia si stimano circa 6 milioni di adulti con obesità (pari a circa l'11%-12% della popolazione adulta), una malattia che richiede un approccio integrato, continuità di cura e politiche sanitarie capaci di garantire percorsi di cura adeguati. I risultati preliminari della prima indagine sistematica sul rischio di obesità fra le persone con problemi di salute mentale elaborati da Sinpf, Società Italiana di Neuropsicofarmacologia, indicano che il 17% dei pazienti seguiti dai servizi di salute mentale soffre di obesità, contro il 10% della popolazione generale italiana. E il divario è ancora più marcato nei giovani dai 18 ai 34 anni: 13,7% vs 5,5%, un dato quasi triplo. I dati, presentati al Congresso nazionale della Sinpf che si è svolto a fine gennaio a Milano, vengono resi noti oggi in vista della Giornata mondiale dell'obesità. 

La ricerca è in corso e, come spiegano Claudio Mencacci e Matteo Balestrieri, presidenti Sinpf, "intende approfondire anche altri aspetti del problema. Ma se il dato generale fosse esteso all'intera platea nazionale si parlerebbe di oltre 150mila pazienti con obesità nei servizi di salute mentale, su circa 900mila. L'obesità rappresenta una delle principali malattie croniche del nostro tempo e colpisce in modo particolarmente significativo le persone con disturbi mentali. Numerosi studi dimostrano che chi vive con disturbi depressivi, bipolari o schizofrenia presenta un rischio doppio di sovrappeso e obesità rispetto alla popolazione generale. Questo spiega l'importanza di questa ricerca, che già in queste fasi preliminari traccia un quadro molto chiaro anche nel panorama italiano". 

Aggiunge Virginio Salvi, direttore del Dipartimento di Salute mentale dell'Asst di Crema, che ha condotto l'indagine: "l'impatto non è solo metabolico. Nelle persone con disturbi mentali l'obesità contribuisce in modo rilevante all'aumento del rischio di malattie cardiovascolari e diabete, con una conseguente riduzione dell'aspettativa di vita. Si stima che chi soffre di gravi disturbi psichiatrici possa avere un'aspettativa di vita ridotta di 10-20 anni, anche per l'aumentata mortalità cardio e cerebrovascolare". 

Le cause di questo legame fra obesità e disturbi mentali "sono molteplici - prosegue Salvi - Se alcuni farmaci psicotropi possono favorire l'aumento di peso, un ruolo rilevante è giocato dalla sedentarietà, dalle difficoltà socioeconomiche che orientano verso alimentazioni meno salutari e dall'alimentazione disregolata in risposta a emozioni negative. A ciò si aggiunge una maggiore vulnerabilità genetica, che contribuisce alla più alta prevalenza di obesità anche tra adolescenti con disturbi psicotici e bipolari rispetto ai coetanei sani". 

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EFA News - European Food Agency
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