Libri. Obesità: serve una nuova prospettiva
Pietro Paganini e Michele Carruba indicano la "via mediterranea" per equilibrio e longevità
La Giornata Mondiale dell'Obesità, che si celebra oggi, offre anche quest'anno numeri allarmanti. Secondo l’Oms, l’obesità è più che raddoppiata a livello globale dal 1990. In Europa oltre il 50% degli adulti è in sovrappeso e circa uno su cinque è obeso. È uno dei principali fattori di rischio per malattie cardiovascolari, diabete di tipo 2, tumori e altre patologie croniche non trasmissibili, responsabili di oltre il 70% delle morti. L’impatto economico è enorme: a livello globale l’obesità genera quasi 4 trilioni di dollari di costi sanitari diretti. In Italia il costo stimato è di almeno 13,34 miliardi di euro l’anno per il Servizio sanitario nazionale, cifra che può raddoppiare includendo le spese sostenute direttamente dai cittadini.
Circa il 74% dei costi deriva dalle ospedalizzazioni e le malattie cardiovascolari assorbono quasi il 50% della spesa. Ai costi sanitari si aggiungono quelli indiretti legati a perdita di produttività e assenteismo, che rappresentano circa il 40% dell’impatto economico complessivo. Eppure il crollo del dispendio energetico legato alla sedentarietà, al lavoro digitale e alla drastica riduzione del movimento quotidiano rimane spesso marginale nel dibattito pubblico. L’esplosione del tempo trascorso sui social media e sulle piattaforme digitali ha trasformato radicalmente le abitudini quotidiane, riducendo l’attività fisica spontanea, alterando il sonno e incidendo sui comportamenti alimentari. Ignorare questa dimensione significa affrontare solo una parte del problema. L’obesità è una perdita di equilibrio. Non solo nutrizionale, ma di stile di vita.
In occasione della ricorrenza odierna, Pietro Paganini, professore alla Temple University di Philadelphia e presidente di Competere, e il professor Michele Carruba, presidente del Centro Studi e Ricerche sull’Obesità e Presidente del Comitato Scientifico di Competere, a margine della presentazione del libro “Obesità. Istruzioni per ribellarsi – La via mediterranea per equilibrio, longevità e libertà di scelta” (Guerrini e Associati, 2025, pp. 224), invitano a ripensare radicalmente l’approccio alle politiche pubbliche sull’obesità.
Nel loro libro, Carruba e Paganini propongono di recuperare il metodo della Dieta Mediterranea non come insieme di ricette o come demonizzazione di ingredienti, ma come ricerca dinamica dell’equilibrio tra alimentazione, movimento, convivialità e benessere mentale. Occorre superare un’ideologia della nutrizione che rischia di trasformare categorie ampie e poco definite, come i cosiddetti cibi trasformati, in strumenti di stigmatizzazione. Le politiche pubbliche devono ampliare lo sguardo, integrare movimento, ambiente digitale e responsabilità individuale, e puntare sull’educazione.
La sfida non è penalizzare nutrienti o industrie, ma costruire politiche basate su evidenze scientifiche solide che aiutino le persone a ritrovare equilibrio, salute e libertà di scelta. Le nuove tecnologie offrono oggi opportunità straordinarie: intelligenza artificiale, dispositivi wearable, strumenti di monitoraggio continuo e nutrizione di precisione possono supportare percorsi personalizzati più efficaci e sostenibili. La prevenzione del futuro non può essere “one size fits all”, ma deve valorizzare la personalizzazione e l’empowerment. Anche i farmaci, come il GLP-1, rappresentano strumenti importanti, quasi rivoluzionari, soprattutto nei casi più gravi, ma non possono sostituire educazione, consapevolezza e responsabilità. La prevenzione resta prima di tutto una questione culturale. Perché l’obesità non è solo un problema alimentare. È una questione di equilibrio.
EFA News - European Food Agency