Libri. Monsù Peppino: la storia di un leggendario chef partenopeo
Il volume biografico firmato da Bruno Damini candidato al Premio Strega
"Il primo a prender fuoco fu Totò" (Edizioni Minerva, pp. 192, 2025) di Bruno Damini è tra i titoli proposti dagli Amici della domenica al Premio Strega 2026 grazie alla candidatura di Roberto Barbolini, che ha scelto di sostenerne la qualità letteraria e la solidità della ricostruzione storica.
Il libro racconta la vita di Giuseppe Masotola, detto monsù Peppino, cuoco napoletano nato nel 1889, protagonista di una lunga e avventurosa carriera che attraversa la Napoli di fine Ottocento, passando dall’Africa coloniale al Giappone alle navi della Regia Marina, fino ad essere cuoco personale di Guglielmo Marconi sullo Yacht Elettra, per poi tornare a Napoli alle dimore aristocratiche dove è di casa Totò, il principe della risata. La sua vicenda personale si intreccia con gli snodi cruciali del Novecento, restituendo uno sguardo inedito sulla Grande Storia attraverso la traiettoria di un uomo che ha fatto della cucina il proprio destino.
"Mi chiamo Masotola Giuseppe, per tutti monsù Peppino, pure mia moglie mi chiamava così. Sono nato a Napoli nel 1889 e sono morto prima di morire quando ho smesso di cucinare". Con queste parole l'autore fa rivivere il protagonista del libro, rendendolo un personaggio reale e colmo di pathos.
"Maestro senza eredi, dopo una vita avventurosa che ha attraversato come un romanzo epico quasi un secolo di Grande Storia, Peppino decise di cancellare ogni traccia di sé, bruciando preziose lettere, attestati e fotografie: la trama della propria grande storia", si legge sul sito del Premio Strega "Il romanzo delle sue mille vite scorre sul confine dove la morte le ha corteggiate, prende corpo dai documenti scampati al maldestro autodafé e dai ricordi – quelli non prendono fuoco – anche di avvenimenti che il cuore avrebbe preferito cancellare".
"Damini ricostruisce l’esistenza straordinaria di quest’uomo ordinario, facendo rinascere monsù Peppino e il suo mondo dalle loro ceneri col sortilegio d’una scrittura tanto sobria quanto appassionata", si legge nella prefazione firmata da Roberto Barbolini. Secondo quanto riferito da Roberto Mugavero, fondatore e direttore di Minerva, "nasce da un lavoro di ricerca rigoroso e da un lungo confronto con le fonti, ma trova la sua forza nella capacità di trasformare la documentazione in racconto vivo. Crediamo che questo libro dimostri come la narrativa possa ancora essere uno strumento potente per rileggere la storia e per restituire voce a chi ne è rimasto ai margini”.
Bruno Damini giornalista e scrittore, parmigiano di nascita, infanzia e adolescenza fra Parma e Napoli, bolognese d’adozione. Fino al 2014 direttore Comunicazione e marketing di Nuova Scena-Arena del Sole-Teatro Stabile di Bologna. E' autore di almeno otte libri pubblicati negli ultimi dodici anni, tutti incentrati su cucina e alimentazione a trecentosessanta gradi.
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