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CLARA MOSCHINI

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La risicoltura europea in crisi?

Copa e Cogeca chiedono sostegno alla produzione interna svantaggiata dall'import

Senza rapide misure correttive, la produzione di riso non ha futuro in Europa. Lo dicono Copa e Cogeca rimarcando in un comunicato che "i produttori di riso europei e l'intera filiera alimentare stanno sollevando serie preoccupazioni per il crescente squilibrio che colpisce il settore". Il comunicato è firmato, oltreché da Copa e Cogeca, anche da Ferm, Federation of European Rice Millers, la Federazione dei mugnai europei del riso ed Ente nazionale risi, Ente nazionale italiano per il riso.

"La risicoltura europea è entrata in una fase di grave crisi - dice la nota - I recenti sviluppi del mercato evidenziano una crescente pressione sulla risicoltura europea, dovuta all'aumento dei costi di produzione, ai severi requisiti normativi e a un significativo aumento delle importazioni nel mercato UE. Durante l'ultima campagna di commercializzazione, le importazioni di riso nell'Unione Europea hanno raggiunto circa 1,7 milioni di tonnellate. Una quota sostanziale di queste importazioni entra nel mercato UE con dazi ridotti o nulli in base agli accordi commerciali vigenti". 

"Allo stesso tempo - prosegue la nota - i produttori europei devono affrontare costi di produzione più elevati e rispettare alcuni degli standard ambientali e produttivi più rigorosi al mondo. Questa situazione sta creando crescente incertezza per produttori e trasformatori dell'intero settore risicolo europeo. I prezzi di mercato del risone hanno subito una forte pressione negli ultimi mesi. In risposta, alcuni produttori stanno spostando la produzione verso varietà Japonica, un segmento tradizionalmente considerato più stabile". 

"Tuttavia - si legge nel comunicato - se questa tendenza dovesse continuare, potrebbe portare a un eccesso di offerta anche in quel segmento di mercato, indebolendo ulteriormente la stabilità dei prezzi in tutto il settore. La produzione di riso in Europa svolge un ruolo importante non solo per l'approvvigionamento alimentare, ma anche per le economie rurali, l'occupazione e la gestione ambientale in specifiche regioni. Mantenere un settore risicolo sostenibile è quindi essenziale per l'equilibrio economico e territoriale in diversi Stati membri dell'UE". 

"In questo contesto - aggiungono Copa e Cogeca - il settore chiede una revisione degli strumenti politici esistenti per garantire che continuino a essere efficaci nel salvaguardare la stabilità del mercato. In particolare, le parti interessate sottolineano la necessità di rivalutare il funzionamento del meccanismo di salvaguardia automatico collegato al regime SPG/EBA, con soglie di attivazione che riflettano meglio le realtà del mercato e consentano di intervenire tempestivamente in caso di picchi di importazioni che perturbano il mercato". 

"Inoltre - aggiungono Copa e Cogeca - il settore sottolinea l'importanza di rivedere i dazi della tariffa doganale comune per allinearli alle reali condizioni di mercato. È essenziale garantire che le strutture tariffarie rimangano allineate alle realtà del mercato, considerando al contempo misure che salvaguardino la competitività dell'industria di trasformazione europea e proteggano il valore aggiunto generato all'interno della filiera alimentare dell'UE". 

"Più in generale - si legge nella nota - il settore risicolo sottolinea la necessità di un maggiore sostegno alla produzione europea sul mercato interno, che comprenda iniziative promozionali mirate e risorse finanziarie adeguate. Data la sua importanza economica, ambientale e territoriale, il riso dovrebbe essere riconosciuto come un prodotto sensibile nell'ambito delle politiche agricole e commerciali dell'UE. Infine, il settore sottolinea l'importanza di rafforzare il principio di reciprocità nel commercio internazionale". 

"Le importazioni immesse sul mercato dell'UE - prosegeuono Copa e Cogeca - dovrebbero rispettare standard equivalenti a quelli richiesti ai produttori europei, in particolare per quanto riguarda la tutela ambientale, la sicurezza alimentare e le condizioni di lavoro. Rafforzare i controlli alle frontiere e garantire un'applicazione coerente di tali standard contribuirebbe a una concorrenza più leale". 

"L'Europa - conclude la nota - deve fare una scelta chiara: salvaguardare la propria sovranità alimentare e sostenere settori agricoli strategici come il riso, oppure rischiare di aumentare la propria dipendenza dai mercati internazionali. Non c'è più tempo: o agiamo ora, o la storia del riso europeo sarà cancellata dalle nostre campagne!" 

Fc - 58256

EFA News - European Food Agency
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