BoviDay, la giornata della carne bovina
Arosio (Federcarni): “La qualità non dipende solo dalla carne, ma anche da chi la vende”.
Il 10 giugno 2026, in occasione della prima edizione del BoviDay – Giornata della Carne Bovina - organizzata da Expo Consulting (Verona, presso l’Hotel Expo Verona a partire dalle ore 8.30), l’intera filiera della carne bovina italiana si ritroverà davanti a un parterre di esperti che si confronteranno sui temi legati all’innovazione, alla sostenibilità, al benessere animale, agli aspetti economici del comparto perché, come sottolinea il tema della Giornata, “una filiera forte è una filiera più competitiva”.“La qualità non dipende solo dalla carne, ma anche da chi la vende”.
Tra gli interventi previsti, quello di Maurizio Arosio, presidente di Federcarni, la Federazione nazionale dei macellai italiani a cui afferisce una rete professionale composta da oltre 6.000 macellai: secondo lui, la riscoperta di un rapporto diretto e fidelizzato tra chi vende e chi acquista è fondamentale e ha una positiva ricaduta sui consumi.
Presidente Arosio, qual è oggi il ruolo dei macellai nella valorizzazione della carne bovina italiana?
“Con il Patto di Qualità, un progetto che Federcarni ha lanciato lo scorso anno sull’intero territorio nazionale – spiega Arosio – abbiamo voluto creare le condizioni affinché, dall’alleanza tra il piccolo-medio allevatore e il macellaio, si arrivasse al consumatore fornendo informazioni, ma anche un ritrovato aggancio alle tradizioni del passato che negli ultimi trent’anni, con l’ingresso di importanti quantitativi di carne estera, era andato perduto. Nello specifico, all'interno del progetto nel 2025 abbiamo organizzato 4 eventi, uno al Nord, uno al Centro, e altri due rispettivamente in Sicilia e in Sardegna dove allevatori e macellai hanno incontrato i consumatori per illustrare la qualità e fare assaggiare con dei veri e propri show-cooking la bontà delle carni bovine italiane”.
Come cambia il lavoro del macellaio nell’era della digitalizzazione e della trasparenza nella filiera della carne bovina?
“Enormemente ed è un cambiamento che stiamo vivendo grazie a una tecnologia sempre più innovativa in grado di trasferire in maniera veloce, e soprattutto più comprensibile, tutte le informazioni che il consumatore legittimamente richiede”.
Quali tendenze state registrando, come Federcarni, nel consumo di carne bovina in Italia?
“Le vendite evidenziano un leggero incremento anche se non possiamo dimenticare che nell’ultimo anno e mezzo i prezzi hanno registrato aumenti tra il 10 e il 20%. La clientela che si rivolge alle macellerie di prossimità è tendenzialmente una clientela che può permettersi di pagare di più, ma le vicende geopolitiche internazionali, con le loro ricadute economiche, potrebbero mettere in crisi la capacità di spesa anche di questa fetta di mercato. Esiste poi un altro problema legato al ricambio generazionale dei macellai. I giovani che subentrano a un’attività già avviata o che partono da zero sono sempre meno, l’aspetto positivo però è che si tratta di operatori molto qualificati, che hanno frequentato dei corsi professionalizzanti e che proprio per questo possono proporre quella vasta scelta di prodotti che, soprattutto nei preparati, arricchiscono i loro banchi di vendita”.
Quali sono le sfide maggiori che i macellai italiani devono affrontare rispetto all’approvvigionamento e all’aumento dei prezzi della carne?”
“Sappiamo che purtroppo il nostro Paese ha un tasso di autoapprovvigionamento che non arriva al 40% - conclude Maurizio Arosio – e i ristalli che per anni sono arrivati dalla Francia per essere ingrassati dagli allevatori italiani sono in forte diminuzione. Sono a conoscenza che nel comparto primario sta venendo avanti la linea vacca-vitello e credo possa essere un’interessante opportunità. Federcani è da sempre impegnata a promuovere la produzione italiana e a puntare su quel rapporto di fiducia tra macellaio e consumatore che a nostro avviso ne aumenta il valore”.
EFA News - European Food Agency