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CLARA MOSCHINI

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Medio Oriente. Copagri: costi agricoli alle stelle

Battista (presidente): "Governo intervenga a sostegno imprese"

“La drammatica situazione in atto nel Medio Oriente, che ovviamente auspichiamo possa rientrare il prima possibile, sta esponendo i produttori agricoli italiani a una nuova pericolosa impennata dei costi di produzione; la tenuta dell’agricoltura è messa a durissima prova dal sensibile aumento delle quotazioni di carburanti, energia e fertilizzanti, letteralmente schizzati alle stelle nel giro di pochi giorni”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Tommaso Battista, spiegando che proprio questi temi sono stati al centro di una riunione straordinaria dell’Esecutivo della Confederazione.

“Dall’inizio del conflitto a oggi, la cifra mediamente sborsata da un produttore agricolo per acquistare carburanti e fertilizzanti, elementi essenziali per la produttività del Primario tanto da rappresentare poco meno della metà dei costi di produzione totali di un’azienda agricola, è cresciuta del 45-50% per il gasolio agricolo e del 35-40% per l’urea”, evidenzia il presidente, sulla base dei risultati di un’analisi condotta dalla Confederazione sull’intero territorio nazionale.

“A destare particolare preoccupazione è la situazione legata ai fertilizzanti, poiché ci troviamo alle porte delle semine primaverili e delle lavorazioni sulle colture arboree, ovvero uno dei momenti in cui l’agricoltura registra probabilmente il picco in termini di sostanze necessarie alla produzione”, prosegue Battista, ricordando che “l’urea è un concime azotato di sintesi prodotto a partire dal gas naturale, che arriva a incidere sui costi di produzione fino al 90% e la cui disponibilità è attualmente molto scarsa, in quanto ben un terzo della produzione mondiale passa dallo Stretto di Hormuz, al momento bloccato”.

“Senza parlare, poi, delle ricadute derivanti dall’impennata dei carburanti, fondamentali per il lavoro delle serre orticole e florovivaistiche, così come per il trasporto su gomma dei mangimi e delle principale produzioni agroalimentari”, continua il presidente, dando conto di quanto emerso durante gli articolati lavori dell’Esecutivo confederale, che ha analizzato anche la situazione del blocco navale in atto nel Golfo Perisco, da cui “derivano fortissimi aumenti per i costi della logistica e sensibili preoccupazioni per l’interscambio commerciale agricolo, soprattutto dei prodotti freschi e deperibili, quali l’ortofrutta”.
 
“Ad aggravare ulteriormente la situazione, già molto critica in relazione alle ricadute del conflitto in atto sul versante comunitario orientale, c’è poi l’ombra del deprecabile fenomeno delle speculazioni, motivo per il quale non possiamo che condividere le nette parole di condanna pronunciate dalla premier Giorgia Meloni”, conclude Battista, invitando l’Esecutivo ad “accelerare il più possibile la messa in campo di misure di sostegno alle imprese, a partire dal meccanismo delle cosiddette ‘accise mobili’ sui carburanti”.

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EFA News - European Food Agency
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