Business Care International Award: Cremonini tra i premiati
Gruppo emiliano insignito per impegno su business etico e sostenibilità
In un momento storico segnato da crescenti tensioni geopolitiche e da una rinnovata necessità di dialogo tra i popoli, il Business Care International Award sceglie di celebrare chi genera valore condiviso e porta nel mondo il meglio di ciò che l'Italia sa esprimere. La cerimonia di premiazione del Business Care International Award si è svolta venerdì 28 marzo alla Sala della Regina della Camera dei Deputati: il riconoscimento internazionale ideato e fondato da Massimo Veccia vuole celebrare personalità e istituzioni che incarnano i valori più autentici del business etico, dell'eccellenza professionale e del dialogo tra culture e nazioni. Un premio che guarda all'Italia e al mondo con la convinzione che la qualità, l'integrità e la visione internazionale siano i veri motori dello sviluppo economico e civile.
I numeri confermano l'importanza strategica degli scambi internazionali: secondo i dati Unctad, nel 2024 il commercio globale ha raggiunto il record di 33 trilioni di dollari, con una crescita del 3,7% rispetto all'anno precedente, trainata soprattutto dai servizi. L'Italia si conferma protagonista assoluta di questo scenario: secondo l'Annuario statistico Istat-Ice 2025, il nostro Paese ha esportato merci per un valore di 623,5 miliardi di euro nel 2024, consolidando la sua posizione tra i primi sei esportatori mondiali e registrando un saldo commerciale positivo di 54,8 miliardi di euro. Un primato costruito sulla qualità, sulla creatività e su una capacità unica di portare nel mondo cultura, tecnologia e stile di vita.
Con questa edizione nasce ufficialmente il progetto che rappresenta il naturale coronamento di otto anni di Business Care International Award: Italian Icons – Lighting Up the World. Cinque brand d'eccellenza del Made in Italy — Food, Moda, Design, Lusso e Alta Tecnologia — saranno selezionati per diventare vere Icone: non solo simboli di successo, ma aziende che illuminano la strada agli altri.
I premiati sono stati: Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano; Claudia Cremonini, vicepresidente Cremonini S.p.A.; Fabrizio Di Michele, diplomatico italiano già Console Generale d’Italia a New York; Sebastiano Fanizza, imprenditore nel campo della consulenza al settore yachting e luxury brand; Milena Lerario, amministratore delegato di e-Geos; Pietro Salini, amministratore delegato di Webuild S.p.A.; Chiara Sbarigia, presidente dell’Associazione Produttori Audiovisivi; Sabrina Zappia, presidente degli Italian & International Patrons of the Art dei Musei Vaticani; Marco Nodari, musicista e compositore; Aldostefano Porcari dell’University College di Londra. Una menzione speciale è per l’Associazione della Stampa Estera in Italia, rappresentata dalla sua presidente, la giornalista Elena PosteInicu.
Claudia Cremonini, vicepresidente del Gruppo Cremonini, ha espresso con orgoglio la soddisfazione per un riconoscimento che tocca uno dei settori più identitari del Made in Italy, quello alimentare: “Sono felice e grata che il Gruppo Cremonini sia stato scelto per questo prestigioso premio. L’alimentare rappresenta un pilastro della nostra economia e lo sarà sempre di più, anche grazie al recente riconoscimento della Cucina Italiana come patrimonio Unesco. Come in molti altri settori, anche nell’alimentare scontiamo una limitata disponibilità di materie prime, ma eccelliamo nella capacità di trasformarle in prodotti di alta qualità, espressione della genialità del nostro saper fare. Da oltre 30 anni la nostra azienda opera a livello globale con proprie piattaforme logistiche specializzate nella distribuzione di centinaia di prodotti alimentari, principalmente destinati al canale HO.RE.CA. (hotel, ristoranti e catering). Un altro driver strategico della nostra crescita internazionale è la capacità di replicare le filiere agroalimentari all’estero. Questo approccio", ha concluso Cremonini, "si fonda su un modello integrato in cui agricoltura e industria operano in stretta sinergia e dove tradizione e innovazione dialogano, per coniugare sostenibilità e competitività”.
Da parte sua, Nicola Bertinelli, presidente del Consorzio Parmigiano Reggiano, ha ritirato il premio 2026 rimarcandone il valore strategico per le relazioni tra Italia e Stati Uniti: "Accogliamo questo riconoscimento con grande orgoglio, perché premia il Parmigiano Reggiano come modello di eccellenza capace di generare valore economico, culturale e sociale, rafforzando al contempo il posizionamento internazionale della Dop. Il premio assume un significato ancora più rilevante alla luce del suo contributo al consolidamento dell'alleanza economica e culturale tra Italia e Stati Uniti, partner strategico per il nostro Paese".
EFA News - European Food Agency