Eurozona, a marzo il manifatturiero sale ai livelli più alti dal 2022
Per il terzo mese consecutivo l'S&P Global PMI in crescita
A marzo, il settore manifatturiero dell'eurozona ha continuato a crescere, registrando ancora una volta modesti aumenti sia nella produzione che negli afflussi di nuovi ordini. È stata, inoltre, riportata una solida stabilizzazione della domanda di ordini esteri (incluso il traffico intra eurozona), uno sviluppo positivo rispetto alla tendenza di contrazione osservata neiprecedenti otto mesi, mentre il livello del lavoro inevaso è aumentato per la prima volta in quasi quattro anni.
Lo sottolinea l'&P Global PMI Settore Manifatturiero dell'Eurozona pubblicato oggi secondo cui "il risultato economico più positivo è stato registrato sulla catena di distribuzione". I dati dell’indagine di marzo hanno segnalato il più grande allungamento dei tempi di consegna dei beni in poco più di tre anni e mezzo, con la guerra in Medio Oriente che ha sconvolto la logistica globale dei mercati. Per la prima volta da giugno 2022, le aziende dell’eurozona hanno aumentatola loro attività di acquisto, nonostante l'inflazione dei prezzi diacquisto sia salita ai livelli più alti degli ultimi 41 mesi.
Il settore manifatturiero, lo ricordiamo, comprende tutte le attività industriali e artigianali che trasformano materie prime o semilavorati in prodotti finiti destinati al consumo o ad altre produzioni. Include svariati comparti, tra cui meccanica, alimentari e bevande (trasformazione di prodotti agricoli, zootecnici e ittici in prodotti alimentari pronti per il consumo), moda, chimica, farmaceutica, automotive, elettronica, lavorazione legno e plastica.
L’S&P Global PMI del Settore Manifatturiero Eurozona, che misura lo stato di salute generale delle aziende manifatturiere dell’eurozona, è salito a marzo al livello più alto da metà 2022 di 51.6 da 50.8 di febbraio. I dati in salita dei due component iprincipali, i nuovi ordini (30%) e la produzione (25%), hanno contribuito ad un altro risultato superiore alla soglia di 50, anche se una notevole spinta al rialzo è stata causata dai tempi medi di consegna dei fornitori, con i relativi dati chevengono invertiti prima di essere inseriti nel calcolo del PMI del manifatturiero.
Tutti gli otto paesi oggetto dell'indagine sul PMI manifatturiero hanno, infatti, segnalato notevoli difficoltà sul fronte della fornitura, che hanno di conseguenza determinato un aumentodei rispettivi indici complessivi. A marzo ancora una volta la Grecia ha registrato il PMI manifatturiero più alto, seguitadall'Irlanda. La Spagna è stata l'unica nazione a registrareun dato negativo, segnando il peggioramento più marcatodall'aprile 2025. Il settore manifatturiero francese ha riportatouna stagnazione, mentre Germania e Italia hanno notato i valori maggiori rispettivamente degli ultimi 46 e 37 mesi.
A marzo, e per il terzo mese consecutivo, la produzione manifatturiera dell'Eurozona è aumentata, con un tasso di crescita che inoltre ha raggiunto il livello più alto degli ultimi sette mesi. A sostenere la produzione è stato un forte aumento dei nuovi ordini. Il ritmo di crescita del volume totale delle vendite, anche se nel complesso è stato modesto, ha eguagliato il record in 46 mesi registrato afebbraio.
I nuovi ordini dall'estero sono rimasti praticamente invariati rispetto a febbraio, anche se ciò rappresenta un leggero miglioramento dopo i mesi consecutivi di contrazione registrati tra febbraio 2026 e luglio 2025. Alla fine del primo trimestre, le aziende manifatturiere dell'Eurozona hanno registrato un aumento del livellodel lavoro arretrato, segnalando pressioni sulle capacità produttive per la prima volta dalla metà del 2022.
Tuttavia, a marzo il livello occupazionale ha subito una contrazione a un ritmo accelerato. A marzo il volume degli acquisti ha registrato in particolare un leggero aumento, ponendo fine a un lungo periodo di contrazioni iniziato nel luglio 2022. Le aziende manifatturiere dell’Eurozona hanno tuttavia segnalato maggiori pressioni sulla catena di approvvigionamento, con tempi di consegnache hanno raggiunto il livello più elevato in poco più di treanni e mezzo.
Nel mese di marzo sia le scorte degli acquisti che dei prodotti finiti si sono ridotte in misura più marcata. Le aziende manifatturiere dell'area dell'euro hanno segnalato a marzo un forte aumento dei prezzi di acquisto. Il tasso di inflazione mensile dei costi di acquisto ha registratouna forte accelerazione, raggiungendo il livello più alto dall'ottobre 2022. Di conseguenza, i prezzi di vendita sonoaumentati notevolmente, con un ritmo di crescita che haraggiunto il livello massimo in appena più di tre anni.
Commenta Joe Hayes, Principal Economist presso S&P GlobalMarket Intelligence: "la guerra in Medio Oriente ha già segnato il settore manifatturiero dell'area dell'euro. I tempi di consegna dei fornitori sono in forte aumento mentre la parte logistica dei mercati si sta adeguando alle interruzioni del trasporto marittimo, con l'impennata dei prezzi delpetrolio e dell'energia che hanno spinto l'inflazione dei costi di produzione al livello più alto dalla fine del 2022".
"È molto frustrante notare - aggiunge Hayes - che il settore manifatturiero stava lentamente migliorando dall'inizio del 2026, aiutato da pressioni sui costi generalmente contenutenegli ultimi anni che avevano aiutato le aziendemanifatturiere a tenere sotto controllo i relativi prezzi. Tuttavia, a marzo abbiamo osservato un trasferimento di una parte dell'impulso inflazionistico causato dallaguerra direttamente sui prezzi finali, riducendo lacompetitività dell'eurozona con una possibile nuovapressione verso la domanda. Nonostante a marzo i tassi di crescita della produzionee degli ordini delle aziende manifatturiere siano rimastistabili, l'espansione è risultata modesta. Basterebbequindi poco a far diminuire la produzione e i volumidi vendita, e tale rischio chiaramente aumenta conl’allungarsi della guerra”.
EFA News - European Food Agency