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CLARA MOSCHINI

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Brinda a caffè la cooperazione italiana in Kenya

Avvio del “Coffee Training Centre” nell’ambito dell’ACT Coffee Programme


Si è svolta dal 24 al 27 marzo 2026 una missione del Sistema italiano della Cooperazione allo sviluppo in Kenya, paese prioritario per la Cooperazione italiana e per il Piano Mattei, con l’obiettivo di consolidare e ampliare il partenariato strategico. Ne dà notizia con un comunicato lo stesso Maeci riportando che "nel corso della visita si sono svolti incontri istituzionali di alto livello con il primo ministro e con alti rappresentanti di diversi dicasteri keniani, che hanno consentito di allineare le priorità strategiche e verificare lo stato di avanzamento dei programmi, con particolare attenzione alle filiere agroalimentari e allo sviluppo dei mercati locali". 

Tra i risultati principali, l’avvio del “Coffee Training Centre” nell’ambito dell’ACT Coffee Programme e il rafforzamento dell’iniziativa “Green Cities”, dedicata alla gestione sostenibile dei rifiuti, allo sviluppo urbano verde e al miglioramento dei sistemi alimentari nelle città di Nairobi e Kisumu. La missione ha, inoltre, valorizzato il contributo della società civile e dei partenariati territoriali, nonché la dimensione economica della cooperazione. 

In questo quadro, spiega la nota, "la partecipazione alla Kenya International Investment Conference ha consentito di promuovere le eccellenze industriali italiane", in particolare nel settore del pellame, e di sviluppare nuove opportunità di investimento, anche nei campi dell’intelligenza artificiale e delle tecnologie emergenti, rafforzando la proiezione della diplomazia della crescita italiana in Kenya.

Per quanto riguarda il Cofee training center, il Kenya ha stretto una partnership con l'Italia per la costruzione di un centro di formazione sul caffè presso l'Istituto di Ricerca sul Caffè: l'iniziativa mira a rivitalizzare il settore e a migliorarne la produttività, la qualità e la resilienza climatica attraverso l'adozione di pratiche agricole più efficienti.  Il governo del Kenya, infatti, punta a raddoppiare la produzione di caffè, attualmente pari a 49.000 tonnellate, investendo nella formazione degli agricoltori, nella ricerca e in partnership strategiche: l'iniziativa, inoltre, favorirà la creazione di valore aggiunto, sosterrà la diversificazione dei mercati e incoraggerà l'espansione della coltivazione del caffè nelle regioni emergenti, al di là delle tradizionali zone montuose.

La delegazione, guidata dal direttore generale per la Cooperazione allo Sviluppo, Stefano Gatti, era composta da oltre 70 partecipanti e ha riunito un ampio spettro di attori pubblici e privati (amministrazioni centrali, enti territoriali, organizzazioni internazionali, società civile e imprese) a testimonianza di un approccio integrato e di sistema. Tra i partecipanti del settore privato spiccano i nomi di due aziende del caffè come llly e Lavazza.

Di seguito l'elenco completo dei partecipanti distribuito per settori.

Settore pubblico: 

  • Struttura di Missione per l’attuazione del Piano Mattei presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri, 
  • Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, 
  • Cassa Depositi e Prestiti, 
  • ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, 
  • Istituto Nazionale per la promozione della salute delle popolazioni Migranti e per il contrasto delle malattie della Povertà.

Settore privato: 

  • Assomac, 
  • Campagna amica, 
  • Illy 
  • Lavazza.

Enti territoriali: 

  • ANCI, 
  • Regione Lombardia 
  • Regione Friuli-Venezia Giulia. 

Organizzazioni internazionali: 

  • Bioversity International, 
  • Ciheam di Bari, 
  • FAO Roma, 
  • International Centre for Genetic Engineering and Biotechnology, 
  • UNIDO.

Società civile: 

  • Amref, 
  • AVSI, 
  • Fondazione E4Impact, 
  • Comunità di Sant’Egidio, 
  • Oxfam 
  • Save the Children Italia.



















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