Commodities: spinta biocarburanti scuote oli vegetali
Giù i prezzi del pomodoro nel Nord Italia. Olio di palma torna a posizionarsi a premio
Nel pomeriggio di venerdì 27 marzo, si è conclusa la trattativa tra coltivatori e industria di trasformazione per la definizione del prezzo del pomodoro da industria nel Nord Italia, relativo alla campagna 2026/27. Il prezzo è stato fissato a 137 €/t, in calo del 4% rispetto allo scorso anno. Secondo le proiezioni del Wptc, le previsioni di produzione si attestano a 3 Mio t al Nord, e 2,8 Mio t al Centro-Sud dove, le condizioni delle riserve idriche sono in miglioramento rispetto allo scorso anno: il bacino di Occhito ha raggiunto un volume di riempimento di 105,7 milioni di metri cubi (+72% rispetto allo scorso anno).
Complessivamente in Italia si prospetta un volume di produzione totale di 5,8 Mio t, in lieve contrazione (-1%) rispetto al 2025. Come evidenziato da Areté, questo dato farebbe dell'Italia il secondo produttore globale dopo la California, che nonostante il calo delle superfici dell'11% potrebbe sfiorare i 9 Mio t di raccolto. In Spagna le prospettive produttive risultano favorevoli, grazie alla situazione idrologica che si conferma in miglioramento; tuttavia, il prezzo fissato per la bacca, identico allo scorso anno, viene ritenuto dalla parte agricola insufficiente a coprire i costi di produzione. L’attesa è comunque per una crescita produttiva, grazie ad un aumento delle superfici dedicate ai trapianti (+7,3% in Extremadura). L'intera filiera si trova a fronteggiare costi di produzione, agricola ed industriale, in forte aumento, a causa dell'aumento dei prezzi dei fertilizzanti, dei carburanti e dell'energia.
Il prolungarsi della crisi iraniana ha fornito supporto ai prezzi del comparto energetico, spingendo le quotazioni del petrolio sopra la soglia dei 100 $/bbl sia per il Wti che per il Brent. Secondo quanto evidenziato dagli analisti di Areté, tali livelli di prezzo spingono verso una crescente convenienza nella produzione di biodiesel, anche al di fuori dei mandati di miscelazione. Se dunque i rialzi dell'olio di palma, che nel primo mese di guerra hanno toccato il +22% per il grezzo Cif Rotterdam ed il +19% su Bursa Malaysia, tendono a frenare la domanda nel settore alimentare, i consumi in ambito energetico si espandono, soprattutto in Indonesia.
Dopo alcune indicazioni generiche ad inizio mese, a fine marzo il ministro dell'Energia indonesiano ha dichiarato che il Paese andrà verso l'implementazione del mandato di miscelazione del biodiesel al 50% (B50) a partire dal 1 luglio a fronte del mutato contesto dei mercati energetici e nel tentativo di ridurre la dipendenza dalle importazioni di carburanti. Tali decisioni stanno fornendo supporto al mercato dell'olio di palma, che sul mercato europeo è tornato dopo diversi mesi a posizionarsi a premio rispetto ai principali oli di semi. A ciò contribuiscono anche gli aumenti dei costi della logistica, dovuti ai maggiori costi di carburante e assicurazioni.
L’Epa ha finalizzato i Renewable Fuel Standards (Rfs) per il 2026 e 2027, introducendo obblighi di miscelazione dei biocarburanti superiori alle attese del mercato e rafforzando il quadro di sostegno al settore. I target risultano in aumento soprattutto per diesel rinnovabile e biocarburanti avanzati, mentre il mandato per l’etanolo convenzionale resta invariato a 15 miliardi di galloni annui, confermando un orientamento sempre più sbilanciato verso i carburanti a maggiore intensità di feedstock lipidici. Tra gli elementi chiave, l’Epa ha previsto la riallocazione di circa il 70% delle esenzioni per le piccole raffinerie (Sre), basata sui livelli 2023–2025 e già incorporata nei mandati 2026–2027, a sostegno della domanda effettiva di biocarburanti.
Parallelamente, l’agenzia ha deciso di rinviare l’introduzione del meccanismo di riduzione dei crediti Rin per i carburanti importati (inizialmente previsto nella proposta), che dovrebbe entrare in vigore solo dal 2028 o successivamente, limitando così le restrizioni nel breve termine. Areté segnala come nel complesso, il provvedimento rafforzi le prospettive di domanda per oli vegetali (in primis olio di soia) e altri feedstock per biodiesel e diesel rinnovabile, con implicazioni di sostegno strutturale ai prezzi nel medio periodo, pur in un contesto di elevata volatilità dei prezzi energetici. Nel breve termine, l’assenza di restrizioni sugli import può contribuire a contenere le tensioni sul mercato, incoraggiando la domanda già in espansione di materie prime di importazione.
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EFA News - European Food Agency