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CLARA MOSCHINI

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Commodities: rimbalzo del cacao, olio d'oliva stabile

Produzione olivicola in calo in Spagna, in controtendenza con il resto dell'UE

Nel primo trimestre del 2026, i dati sui grindings di cacao confermano un quadro divergente tra le principali aree di consumo. In Europa, la European Cocoa Association segnala un calo dell’8% su base annua (pur con +7% vs. Q4 2025), con volumi ai minimi per il periodo dalla campagna 2011/12. Anche in Nord America, secondo la National Confectioners Association, le macinazioni scendono del 3,8% su base annuale.

In controtendenza, l’Asia mostra un recupero: la Cocoa Association of Asia riporta +5% a/a (+13% vs. Q4), su livelli record per il trimestre. Complessivamente, però, i grindings nelle tre aree (Q4+Q1) restano in calo del 4,4% a/a, sui minimi dalla campagna 2016/17.

Nello scenario Areté, i consumi globali 2025/26 sono attesi crescere solo dello 0,7% (vs. +2% medio storico), mentre la produzione è prevista in aumento del 3%, portando il mercato in surplus di circa 222mila t. Il miglioramento dell’offerta – sostenuto da buone condizioni in Africa occidentale – ha favorito il recupero degli stock.

Nonostante ciò, i prezzi della fava di cacao sul mercato Ice Europe hanno mostrato un rimbalzo significativo: dopo essere scesi sotto le 2.030 sterline a tonnellata a fine febbraio (-77% dai picchi di gennaio 2025), sono risaliti di circa il 26%, con punte oltre le 2.600 sterline a tonnellata. Il recupero è legato principalmente a fattori finanziari e di contesto: prese di profitto dopo il forte calo, incertezze macroeconomiche e geopolitiche, e timori per la prossima campagna che continuano a sostenere la volatilità, nonostante fondamentali di breve periodo più distesi.

Areté segnala come, nonostante un'accelerazione della produzione di olio di oliva in Spagna nel mese di marzo, rispetto alla campagna precedente i volumi prodotti risultino inferiori del 10%.

La Commissione Europea, nell'aggiornamento dei bilanci pubblicato nel corso del mese di marzo, ha confermato per la Spagna una previsione di produzione in calo di solo il 3% rispetto al 2024/25, incrementando la previsione di import e di consumi per la campagna corrente e lasciando invariata la previsione di stock finali di campagna, in maniera poco coerente con quanto i dati del ministero dell'Agricoltura spagnolo stanno mostrando: tra ottobre e febbraio le importazioni sono risultate inferiori del 5% rispetto a quelle della scorsa campagna (+6% per l'intera campagna nelle previsioni della Commissione), le esportazioni superiori del +8% (+5% la previsione della Commissione), i consumi domestici superiori dell'1% (contro +5%). Nel complesso, il quadro che emerge rispetto ai dati della Commissione è di un'offerta spagnola meno abbondante ed utilizzi più orientati verso il mercato estero e meno verso il mercato interno.

Nonostante la produzione spagnola al di sotto delle aspettative, dunque, il mercato comunitario appare attualmente ben approvvigionato, grazie ad un buon livello di export spagnolo, e può contare anche su un'abbondante offerta tunisina. Questo quadro sta mantenendo una certa stabilità dei prezzi dell'olio Evo, che hanno fatto registrare variazioni comprese tra il -1% e +1%, a livello medio, tra marzo e la prima metà di aprile, in Grecia, Andalusia, Milano (per il comunitario).

Il prezzo dell'olio Evo nazionale italiano ha mostrato nello stesso periodo cali un po' più sostenuti (-1,5%), come conseguenza di un elevato livello di stock in Italia (+43% vs LY a fine marzo, +59% per il solo olio Evo).

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EFA News - European Food Agency
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