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CLARA MOSCHINI

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Ciclone Harry, via libera deroga al Durc

L'emendamento passa ora all'esame del Senato

Arriva un passaggio decisivo per sostenere le imprese colpite dal ciclone Harry: la Camera dei deputati ha approvato l’emendamento che supera definitivamente l’impugnativa del Consiglio dei ministri sulla norma regionale relativa all’obbligo del Durc (Documento unico di regolarità contributiva). Un risultato già concordato tra governo nazionale e Regione Siciliana, che garantisce un quadro chiaro e senza ostacoli per gli adempimenti contributivi e fiscali. Una misura che assicura continuità e serenità alle imprese, senza rischi o incertezze sul fronte dei contributi.

La norma è stata inserita dal governo nazionale nel disegno di legge di conversione del decreto 25 del 27 febbraio 2026 sugli interventi urgenti per l’emergenza maltempo che ha colpito, dal 18 gennaio, Sicilia, Calabria e Sardegna, oltre alle misure per la frana di Niscemi. Il provvedimento passa ora all’esame del Senato.

"Il governo nazionale - dichiara il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani - ha mantenuto l’impegno assunto. L’impugnativa del Consiglio dei ministri, come avevamo chiarito fin dall’inizio, aveva carattere esclusivamente tecnico e non metteva in discussione la validità complessiva degli interventi regionali. Superiamo così quei rilievi e possiamo continuare a sostenere concretamente i territori colpiti, garantendo alle imprese una ripartenza rapida e senza incertezze sul piano contributivo".

Aggiunge l’assessore al Territorio e all'ambiente, Giusi Savarino: "un risultato importante, grazie all'impegno del governo Meloni, che risponde alle esigenze di tante imprese balneari, soprattutto nelle aree costiere duramente colpite. Gli aiuti che abbiamo già attivato e quelli che arriveranno potranno essere erogati senza vincolo di Durc e di regolarità fiscale. In questo momento la priorità è rimettere in piedi questo settore e farci trovare pronti, in vista della stagione estiva, ad accogliere i turisti che arriveranno numerosi, alla ricerca di mete maggiormente sicure alla luce dell'instabilità nei Paesi del Medio Oriente".

Fc - 59368

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