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CLARA MOSCHINI

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Intesa Sanpaolo/2. Basilicata cresce più della media nazionale

Agricoltura regionale vale 809 mln euro e il 2% del primario nazionale

Le stime di Srm-Centro Studi collegato a Intesa Sanpaolo per il 2026, in considerazione di uno scenario di guerra di breve durata, indicano una crescita del Pil dello 0,7% sia per il Mezzogiorno che per la Basilicata, superando la media nazionale (+0,6%). Tali previsioni sono, tuttavia, strettamente connesse alle attuali dinamiche geoeconomiche e geopolitiche e, quindi, sono soggette ad un possibile rischio di dimezzamento per il 2026 (con importanti ricadute anche per il 2027) qualora lo scenario di guerra dovesse prolungarsi.

La Basilicata esprime il 3% del valore aggiunto (vale a dire quasi 13,5 miliardi di euro) complessivo del Mezzogiorno. La struttura produttiva si caratterizza per un peso maggiore dell’agricoltura e dell’industria rispetto alla media meridionale e la manifattura gioca un ruolo rilevante con 2.648 imprese, 13.700 occupati e 1,1 miliardi di euro di export.

La Basilicata si trova oggi di fronte a una sfida storica, ma anche a un’opportunità concreta: valorizzare le sue potenzialità economiche in chiave di sviluppo sostenibile e competitivo. In questo contesto, la Zes Unica rappresenta uno strumento di politica industriale potente e innovativo, capace di trasformare in profondità il tessuto produttivo della regione.

Affinché si colgano tutte le opportunità, è importante la presenza di un ecosistema locale che supporti lo strumento e contribuisca ad accrescere le probabilità di successo e le potenzialità di crescita.

Tali forze non mancano sul territorio. La Basilicata si caratterizza per la presenza di diversi pilastri già in evoluzione e potenzialmente rafforzabili grazie alla Zes:

1) Agroalimentare e Automotive settori trainanti dell’economia. La regione mostra una rilevante vocazione agricola con un valore aggiunto del settore pari a 809 milioni di euro (il 2% dell’Italia), il 6% dell’economica lucana a fronte di un dato medio nazionale del 2%. In riferimento alla produzione industriale, i settori Automotive ed Alimentare rappresentano il 54% della manifattura regionale (ed il 96% delle filiere 4A+Pharma).

2) Turismo: oltre 2,8 milioni di presenze nel 2025 (dati Apt) che segnano il superamento della domanda del 2019, grazie soprattutto alla componente internazionale.

3) Innovazione e capitale umano: 507 imprese innovative, il 53,5% del totale imprese. In crescita il numero delle Pmi innovative che arrivano a 25 ad aprile 2026 (+177,8% in 5 anni), con un ecosistema innovativo che si evolve. Da segnalare la presenza di un Its per l’area tecnologica “Efficienza energetica” che ha l’obiettivo di formare tecnici ad alta specializzazione nei settori più avanzati e trainanti del sistema produttivo regionale e dell’economia mondiale.

4) Fonti energetiche: la regione è il primo produttore di oil in Italia (fornisce oltre l'80% del petrolio estratto nel nostro Paese), ma bilancia la tradizione estrattiva con un crescente interesse per le energie rinnovabili (con oltre il 90% dell'energia prodotta da fonti rinnovabili, raggiunge un risultato che la distingue dalla media nazionale, ferma al 44%).

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EFA News - European Food Agency
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