BoviDay 2026: biosicurezza e benessere animale al centro
Fondamentale conoscere lo status sanitario di origine degli animali
La biosicurezza e il benessere animale si confermano assi strategici per il futuro del comparto della carne bovina. Saranno questi alcuni dei temi al centro della prima edizione del BoviDay – Giornata della Carne Bovina, organizzata da Expo Consulting Srl, in programma il 10 giugno 2026 a Villafranca (VR), presso l’Hotel Expo Verona, a partire dalle ore 8.30.
“Storicamente la biosicurezza nasce in risposta alle emergenze sanitarie", spiega Eliana Schiavon, direttrice del Servizio veterinario di sanità animale Ulss 2 Marca Trevigiana, che insieme a Giulio Cozzi del Dipartimento di Medicina animale, produzioni e salute dell’Università di Padova affronterà questo tema nel corso del BoviDay – e oggi rappresenta uno strumento imprescindibile per la gestione degli allevamenti. Per questo è fondamentale conoscere lo status sanitario di origine degli animali attraverso una corretta gestione delle movimentazioni e dell’anagrafe bovina, al fine di garantire l’ingresso in allevamento di capi in condizioni sanitarie ottimali e omogenee”.
“Tenuto conto del basso grado di autoapprovvigionamento interno, che non supera il 40%", interviene Giulio Cozzi, "è evidente che l’ingresso frequente di ristalli in allevamento, provenienti in gran parte dall’estero, richiede modelli gestionali particolarmente attenti e la disponibilità di strutture adeguate, in grado di limitare la diffusione di agenti patogeni. Non a caso, il primo mese dall’arrivo di questi animali rappresenta la fase più critica in termini di rischio sanitario e mortalità”.
Allo stato attuale non esistono dati percentuali univoci che quantifichino la riduzione del rischio sanitario ottenibile attraverso biosicurezza e benessere animale. Tuttavia, entrambi gli esperti concordano sul fatto che gli effetti della biosicurezza siano evidenti sul piano gestionale ed economico: “Ridurre la mortalità e i trattamenti sanitari significa migliorare le performance degli animali lungo l’intero ciclo produttivo”.
“L’efficienza sanitaria è anche una questione economica ed etica", osserva Cozzi, "poiché la salute animale incide direttamente anche sull’impatto ambientale. In altre parole, animali meno sani sono meno produttivi e più impattanti”.
Sul fronte del benessere animale, l’innovazione tecnologica sta aprendo nuove prospettive. Sensori ambientali, marche auricolari intelligenti e sistemi di monitoraggio consentono di raccogliere dati su temperatura, umidità e condizioni degli animali, permettendo interventi mirati per migliorare il loro benessere. “Le condizioni ambientali, in particolare il microclima in stalla, sono determinanti”, sottolinea Schiavon.
“La sensoristica, già ampiamente diffusa nel settore dei bovini da latte", aggiunge Cozzi, "sta progressivamente entrando anche negli allevamenti dei bovini da carne. I tempi sono maturi per un utilizzo più esteso di queste tecnologie anche in chiave preventiva. Resta però centrale il tema della sostenibilità economica degli investimenti, in un comparto ad alto rischio e con margini spesso contenuti”.
“Il calo dei consumi registrato negli ultimi anni, legato in larga parte al contesto economico", conclude Schiavon, "pone il settore di fronte a nuove e decisive sfide. Il rischio è una progressiva trasformazione della carne bovina in un prodotto di nicchia, accessibile a una fascia sempre più ristretta di consumatori. Da qui la necessità di rafforzare la produzione nazionale, riducendo la dipendenza dalle importazioni dei ristalli, oggi peraltro caratterizzate da costi elevati".
La partecipazione alla Giornata della Carne Bovina è gratuita. È invece obbligatoria l'iscrizione.
EFA News - European Food Agency