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CLARA MOSCHINI

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La Grande Bellezza Italiana ha debuttato a Macfrut

La rete di imprese vuol fare dialogare le filiere con l'industria e la gdo

Si è concluso ieri a Rimini il Macfrut 2026, fiera di riferimento a livello nazionale e internazionale per il settore ortofrutticolo, da cui è emerso che l’ortofrutta non può più permettersi di cristallizzarsi solo sulla produzione e sulla qualità, ma deve anche essere capace di entrare in modo più strutturato nelle scelte alimentari quotidiane. 

La Grande Bellezza Italiana, rete d’imprese che unisce alcune tra le principali filiere ortofrutticole italiane, è guidata da una strategia finalizzata alla crescita del settore in sinergia col retail: l’ortofrutta, da sola, rischia di essere consumata in quantità minori se non si considerano collaborazioni con l’industria agroalimentare e la gdo. 

Leonardo Odorizzi, Strategy Manager di La Grande Bellezza Italiana, ha detto che uno dei principali obiettivi delle imprese è quello di favorire alleanze tra aziende ortofrutticole e altri protagonisti dell’industria agroalimentare per valorizzare il Made in Italy e rendere più comprensibile il valore dei prodotti. Inoltre,  “Macfrut 2026 ci consegna una conferma importante. L’agricoltura italiana ha un patrimonio straordinario, ma oggi non basta più coltivare bene. Bisogna creare prodotti distintivi, costruire relazioni, raccontare il valore dei territori e trasformarlo in proposte concrete per il mercato.”

Tra i prodotti presentati alla fiera hanno avuto particolare risonanza la Patata e la Carota del Fucino IGP, la pizza al radicchio di Verona IGP, nata dalla collaborazione tra Roncadin e RoncaLab e la pasta di Stigliano e il pomodoro pugliese, dando spazio a prodotti simbolo del Made in Italy agroalimentare.

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EFA News - European Food Agency
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