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CLARA MOSCHINI

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Domani si decide il futuro del riso europeo

A Bruxelles la plenaria del parlamento Ue sulla revisione del Sistema tariffario

Il destino del riso europeo vivrà il suo d-day domani, martedì 28 aprile. Domani, infatti, si terrà la plenaria del Parlamento europeo chiamata a pronunciarsi sulla bozza di regolamento per la revisione del Sistema delle Preferenze Tariffarie Generalizzate (SPG). atto che determinerà le regole del gioco per le importazioni dai Paesi Meno Avanzati (Pma) nell’ambito del regime Eba, Everything But Arms, Tutto tranne le armi (leggi notizia EFA News).

Il nodo centrale della disputa riguarda la clausola di salvaguardia automatica. Come sottolinea l'Ente nazionale risi, sebbene il testo emerso dal trilogo dello scorso 1° dicembre 2025 ne preveda l’inserimento, un risultato fortemente inseguito dalla filiera, le soglie di importazione stabilite per far scattare il ripristino dei dazi sono giudicate estremamente pericolose e del tutto incompatibili con la tenuta economica della risicoltura europea.

L'accordo ha posto fine a due anni di limitazioni per le importazioni risicole, messe in atto per proteggere gli agricoltori europei. Secondo l’intesa, i dazi ordinari saranno reintrodotti nel caso in cui le importazioni di riso supereranno del 45% la media degli ultimi dieci anni fissata a 387mila tonnellate, ovvero intorno alle 552mila tonnellate. Tale soglia potrà essere rivista un anno dopo l’entrata in vigore del regolamento, a seconda delle condizioni del mercato (leggi notizia EFA News).

Le misure protezioniste, che riguardavano soprattutto le importazioni di riso da Cambogia e Myanmar, erano state caldeggiate in modo particolare da Italia e Spagna. Come aggiunge l'Ente nazionale risi, la compattezza mostrata a dicembre 2025 dai diversi schieramenti politici nel ritenere fondamentale un intervento per dare valore alla clausola di salvaguardia automatica ha spinto gli stessi a presentare emendamenti per stabilire soglie di importazione decisamente più basse rispetto a quelle ipotizzate a dicembre, garantendo un meccanismo di difesa che intervenga tempestivamente prima che il mercato interno venga travolto dalle importazioni a dazio zero.

In quest'ottica "protezionista" e in vista della riunione di domani, si sono espresi pochi giorni fa Copa e Cogeca che, in un comunicato ufficiale, hanno ribadito l'urgenza, da parte dell'Uedi adottare "meccanismi di salvaguardia per garantire la sopravvivenza di un settore storico in diversi Stati membri". In vista del voto del Parlamento europeo di domani 28 aprile sul Sistema di preferenze generalizzate, aggiungono Copa e Cogeca "i risicoltori europei chiedono una risposta equilibrata e proporzionata, sostenendo una riduzione della soglia per la salvaguardia automatica concordata nell'accordo trilaterale del dicembre 2025. L'obiettivo non è limitare gli scambi commerciali, ma garantire che il settore risicolo dell'UE possa continuare a svolgere il suo ruolo cruciale nel mantenere vivaci le aree rurali e nel fornire elevati standard di produzione alimentare" (leggi notizia EFA News).

“Il voto del 28 aprile rappresenta un crocevia fondamentale per la sopravvivenza delle nostre aziende sottolinea Natalia Bobba, presidente dell’Ente Nazionale Risi - Auspichiamo che in aula prevalga il buon senso e che gli eurodeputati votino per permettere al nostro settore di competere in un mercato globale sempre più instabile, garantendo la dignità del lavoro dei nostri agricoltori”.

Fc - 59498

EFA News - European Food Agency
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