Riso Gallo compie 170 anni
Intervista esclusiva con Carlo Preve, Consigliere Delegato
Riso Gallo entra nel suo 170 anno: come pensate di celebrare questa ricorrenza?
Il 2026 rappresenta per noi un traguardo importante: 170 anni di storia che testimoniano la capacità di Riso Gallo di evolvere nel tempo mantenendo saldi i propri valori. Stiamo vivendo questo anniversario come un momento per rafforzare il nostro percorso e guardare al futuro con lo stesso entusiasmo che ci ha accompagnato fino ad oggi. In questo contesto si inseriscono anche le iniziative legate alla sostenibilità e alla filiera, che per noi rappresentano un pilastro fondamentale. Continuiamo a lavorare al fianco dei risicoltori attraverso il progetto “Il Riso che Sostiene” e all’inizio dell’anno abbiamo celebrato i risultati raggiunti fino ad ora con la nuova edizione del Premio Mario Preve per un’Agricoltura Sostenibile, che valorizza le migliori pratiche in ambito agricolo attraverso una premiazione alle realtà più virtuose.
A questo si affianca la presentazione della dodicesima edizione della Guida Gallo, un progetto editoriale proprietario che raccoglie ricette e contributi di chef italiani e internazionali e che nel tempo è diventato uno strumento di racconto del riso e della sua versatilità. In un anno così significativo, la Guida assume un valore ancora più simbolico, perché rappresenta il legame tra la nostra storia e la nostra visione contemporanea del prodotto. Continuiamo quindi a lavorare sull’innovazione, sull’evoluzione dell’offerta e sul dialogo con il mondo della ristorazione, con l’obiettivo di valorizzare il riso in chiave sempre più attuale.
Come avete chiuso il 2025 in termini di ricavi? Quali sono state le aree di business che vi hanno dato maggiore soddisfazione?
Abbiamo chiuso il 2025 con ricavi intorno ai 140 milioni di euro, in crescita rispetto all’anno precedente. Si è trattato di un anno di consolidamento, con un andamento positivo trasversale ai diversi segmenti in cui operiamo. Un contributo importante è arrivato dall’export, che a volume ha superato il mercato interno, confermando la crescente rilevanza dei mercati esteri nel nostro business.
Parallelamente, stiamo vedendo segnali molto incoraggianti anche sul fronte della diversificazione dell’offerta. In particolare, la linea Gallo’s sta registrando ottime performance in termini di rotazioni e rappresenta per noi un’area di sviluppo strategica. Si tratta di una gamma di snack a base riso – che comprende chips, gallette e triangolini – pensata per presidiare nuove occasioni di consumo e ampliare il ruolo del riso anche al di fuori dei momenti più tradizionali.
Come si sono mossi i margini in termini di redditività e utile?
Abbiamo chiuso il 2025 con un EBITDA leggermente inferiore rispetto all’anno precedente, ma comunque superiore rispetto a quello di due anni fa. Il livello di indebitamento è in riduzione e il rapporto debito/EBITDA è migliorato, nonostante gli importanti investimenti che stiamo continuando a fare sugli impianti. Per noi il dato sui ricavi è sempre da leggere anche in relazione all’andamento della materia prima, che è fuori dal nostro controllo e incide in modo significativo. La crescita registrata è stata sostenuta in particolare dai clienti industriali del fuori casa e dall’export, che continuano a rappresentare driver importanti per il nostro sviluppo.
Quanto dei vostri fatturati è fatto in Italia e quanto all'estero? Quali mercati esteri volete puntare nei prossimi mesi?
L’estero rappresenta oggi una componente sempre più rilevante del nostro business: a volume ha ormai superato il mercato domestico, attestandosi tra il 55% e il 60%. Siamo presenti in circa 80 Paesi e continuiamo a lavorare per consolidare la nostra posizione nei mercati europei, che restano il nostro principale riferimento, con un focus particolare su Spagna, Portogallo, Germania e Austria. Parallelamente, vogliamo continuare a sviluppare nuovi mercati e nuove occasioni di consumo, con l’obiettivo di rafforzare il nostro ruolo di ambasciatori del riso e, in particolare, del risotto a livello internazionale.
L'accordo Ue-India come impatta il vostro business?
Il tema centrale per noi è quello della reciprocità. Oggi il riso basmati entra in Europa a dazio zero, mentre non esistono condizioni analoghe per il riso italiano in India.
Se da un lato l’accordo non ha introdotto ulteriori concessioni, dall’altro resta il fatto che non sono state ottenute contropartite per favorire l’export del riso europeo.
In un contesto internazionale caratterizzato da forte instabilità, riteniamo fondamentale che l’Unione Europea continui a tutelare la produzione comunitaria, anche alla luce del fatto che l’Europa è autosufficiente solo per circa il 60% del proprio fabbisogno.
Pensate ad eventuali acquisizioni?
Stiamo valutando opportunità sia all’interno del mercato del riso sia in ambiti adiacenti, in Italia e all’estero. È un tema su cui siamo attivi da tempo e che rientra nel nostro percorso di crescita. Ci sono state alcune occasioni negli ultimi anni in cui siamo arrivati vicini a chiudere operazioni, senza però finalizzarle. Continuiamo comunque a guardare con interesse a possibili acquisizioni e auspichiamo di poter concretizzare qualcosa nel prossimo futuro, magari proprio quest’anno per celebrare i nostri 170 anni.
Ci può tracciare un identikit della vostra preda ideale?
Cerchiamo realtà che possano contribuire a rafforzare il nostro posizionamento e a intercettare in modo ancora più efficace le evoluzioni dei consumi.
In particolare, valutiamo aziende che operano in segmenti complementari o con un forte potenziale di innovazione, in grado di ampliare la nostra offerta e di dialogare con nuovi target e occasioni di consumo. L’obiettivo è crescere mantenendo coerenza con la nostra identità, ma allo stesso tempo continuando a evolvere insieme al mercato.
EFA News - European Food Agency