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CLARA MOSCHINI

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Olio extravergine di oliva: in calo i prezzi

L'extravergine oscilla tra -1% (acidità max 0,8%) e -0,9% (acidità max 0,6%)

Lieve calo nei prezzi dell'extravergine e del lampante (olio d'oliva di bassa qualità ottenuto meccanicamente ma non idoneo al consumo umano diretto), più marcata la riduzione per il sansa raffinato. È questo, in estrema sintesi, l'andamento del mercato dell'olio secondo l'elaborazione dati di Bmti, Borsa merci telematica italiana,società consortile per azioni a partecipazione pubblica istituita dal Ministro delle Politiche agricole e forestali nel 2006, società del Sistema camerale italiano per la regolazione, lo sviluppo e la trasparenza del mercato e per la diffusione dei prezzi e dell’informazione economica.

Secondo Bmti, il mese di marzo segue il trend di questo ultimo periodo con i prezzi del comparto oleario che confermano un andamento tendenzialmente in ribasso. Osservando i dati, come a febbraio, anche a marzo i valori di scambio hanno comunque registrato un leggero rallentamento nella discesa, ad eccezione della variazione dell’olio di sansa di oliva raffinato, che segna una riduzione più marcata. 

In particolare, si registra:

  • -1% per l’olio extravergine di oliva con acidità max 0,8%, 
  • -0,9% per l’olio extravergine di oliva con acidità max 0,6%, 
  • -0,3% per l’olio di oliva lampante  
  • -5,6% per l’olio di sansa di oliva raffinato. 

Con riferimento invece al dato tendenziale, cioè al confronto tra marzo 2026 e marzo 2025, gli andamenti rilevati mostrano:

  • -24,4% (era -22,6% a febbraio) per il dato dell’extravergine 0,8%
  • -23,7% (era -22,6% a febbraio) per il dato dell’extravergine 0,6%
  • +8,1% (era +4,4% a febbraio) per l’olio di oliva lampante
  • -23,7% (era -22,9 a febbraio) per l’olio di sansa di oliva raffinato. 

Il mercato oleario, pertanto, in questo inizio del 2026 ha continuato a mostrare un’attitudine al rientro dei valori e lo ha fatto lentamente ma in modo costante. Anche in queste settimane si conferma una certa calma negoziale, per quanto, in questa fase, alcuni operatori la imputino maggiormente più ad un mancata richiesta che a una mancata offerta. 

Tale situazione, sottolinea Bmti, pare stia portando a un calo dei prezzi, sempre graduale, ma con un incedere più evidente e con i valori di scambio del prodotto nazionale che oscillano tra 6,20€/kg e 6,35€/kg. 

Con riferimento invece alle giacenze di prodotto, al 30 aprile i dati rilevano un valore delle scorte pari a 143.951 tonnellate (dati Frantoio Italia), un quantitativo che sostanzialmente raddoppia il valore che nello stesso periodo si registrava nel 2025. Si riporta infine un aggiornamento del dato produttivo della Spagna, che al 31 marzo segna 1 milione e 281 mila tonnellate (-9% rispetto allo stesso dato del 2025).

Fc - 60002

EFA News - European Food Agency
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