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CLARA MOSCHINI

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Consumi: brusco calo ad aprile

Ristorazione tra i settori più penalizzati: le occasioni festive non aiutano

Prosegue la frenata dei consumi rilevato dall’Osservatorio di Confimprese-Jakala, con il mese di aprile 2026 che registra una flessione a valore del -2,8% rispetto ad aprile 2025, confermando un progressivo peggioramento del quadro mese dopo mese. Per la prima volta dall’inizio dell’anno, anche il consuntivo cumulato annuale entra in territorio negativo, segnalando un indebolimento sempre più diffuso della domanda interna. Il fatto che la Pasqua sia caduta in aprile sia nel 2025 sia nel 2026 elimina uno dei principali fattori ‘tecnici’ che spesso alterano il confronto tra i mesi primaverili. Proprio per questo, il dato negativo di aprile 2026 appare ancora più significativo, perché riflette una debolezza reale della domanda e non un semplice effetto calendario.

In questa fase congiunturale, la dinamica dei consumi riflette il rialzo dei prezzi degli energetici che hanno un effetto amplificato, perché si traducono rapidamente in rincari diffusi e in una maggiore percezione di incertezza. Dal lato delle imprese retail, si osserva un indebolimento dei volumi accompagnato da una crescente difficoltà nel trasferire a valle i costi, con un impatto sui margini. Il rischio è quello di entrare in una fase di attendismo diffuso, in cui famiglie e operatori rinviano decisioni di consumo e investimento.

"La persistente incertezza economica continua a frenare la propensione alla spesa, penalizzando soprattutto i consumi legati al tempo libero e alla socialità", spiega Mario Resca, presidente Confimprese. "In questo contesto, il retail si conferma un osservatore privilegiato dello stato di fiducia del Paese. È necessario intervenire rapidamente con misure capaci di sostenere il potere d’acquisto delle famiglie e rilanciare la domanda interna, evitando che questa fase di debolezza si consolidi ulteriormente nei prossimi mesi".

Quanto al dato cumulato del primo quadrimestre gennaio-aprile 2026 a confronto con gennaio-aprile 2025, il totale mercato fa segnare un -0,5% e conferma un progressivo deterioramento della dinamica dei consumi. Non si tratta più di una debolezza episodica o legata a fattori di calendario, ma di un rallentamento che sta assumendo caratteristiche strutturali e che riflette la persistente cautela nelle scelte di spesa delle famiglie, stanno progressivamente riducendo gli acquisti discrezionali in modo più strutturale.

Sul fronte dei comparti merceologici, abbigliamento-accessori a +0,5% si conferma il settore più resiliente, limando in positivo il -0,9% del mese di marzo, pur in un contesto generale di contrazione dei consumi. Più marcata invece la flessione della ristorazione, che registra un calo del -5,9%. Il dato segnala che anche le occasioni festive non sono riuscite a stimolare la spesa come negli anni precedenti. Questo indica una maggiore selettività dei consumatori anche durante periodi tradizionalmente favorevoli ai consumi. Altro retail chiude il mese a -2,6%.

Per quanto riguarda i canali distributivi, i centri commerciali risultano il format con la migliore tenuta, limitando la perdita al -0,8%. Segue il commercio di prossimità, che registra un calo del -2,9%, mentre continuano a soffrire le high street, in diminuzione del -4,8%. In questo caso il mercato appare meno trainato da acquisti impulsivi e campagne promozionali, soprattutto nelle high street. Nelle regioni tiene la Valle d’Aosta a +2,1%. Il Friuli Venezia Giulia sprofonda a -7,8%.

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EFA News - European Food Agency
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