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CLARA MOSCHINI

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Electrolux, stato di agitazione fino al 15 giugno

Duro comunicato dei sindacati dopo la riunione al Mimit: la società deve ritirare esuberi

“Le lavoratrici e i lavoratori in sciopero in tutti gli stabilimenti hanno mandato un messaggio molto chiaro: Electrolux deve ritirare il piano che prevede 1.719 esuberi e la chiusura del sito di Cerreto D’Esi". Lo dichiarano in una nota congiunta Michele De Palma, segretario generale Fiom-Cgil e Barbara Tibaldi, segretaria nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore elettrodomestico

"Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, tutte le Regioni e i Comuni coinvolti - prosegue la nota del sindacato - si sono uniti alla richiesta delle organizzazioni sindacali di ritiro del piano da parte dell’azienda. Electrolux dovrà dare una risposta presentando uno nuovo piano il 15 giugno nel corso del prossimo incontro al Mimit". 

"A fronte della richiesta che abbiamo avanzato - aggiunge la nota - l’azienda ha preso l’impegno, fino a tale data, a non aprire azioni unilaterali, dallo spostamento delle produzioni ai licenziamenti.
La crisi dell'elettrodomestico non è una questione di ora. Nel corso degli anni si è già proceduto alla riorganizzazione degli stabilimenti di Electrolux attraverso accordi sindacali, tanto che ora in molti siti si fanno gli straordinari e ci sono lavoratori precari".

"È fondamentale - si legge nel comunicato sindacale - che l’azienda ritiri il piano per un elemento di rispetto nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori e delle organizzazioni sindacali. Ad oggi non c’è una situazione drammatica nè dal punto di vista dei conti finanziari, nè da un punto di volumi produttivi".

"Dal nostro punto di vista - dicono i sindacati - vogliamo aprire un vero confronto con l’azienda e il Governo per trovare le soluzioni per salvaguardare occupazione e stabilimenti. L’attuale piano evidentemente porterà alla cessazione della produzione nel nostro Paese perché attiva da subito un dimezzamento della capacità produttiva in Italia attraverso il trasferimento dei prodotti e con il rischio di un ulteriore peggioramento della situazione".

"Non accetteremo mai - conclude la nota di Fiom Cgil - un piano che determinerebbe la fine dell’elettrodomestico nel nostro Paese. Lo stato di agitazione e le mobilitazioni dei lavoratori continueranno fino al 15 giugno”.

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EFA News - European Food Agency
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