Banche e agricoltura s'incontrano in Fondazione Mario Ravà
L'Abi annuncia l'ingresso delle principali associazioni di rappresentanza del settore
Un nuovo passo concreto nella costruzione di uno spazio stabile di dialogo e collaborazione tra il mondo del credito e quello dell’agricoltura. Lo ha annunciato oggi, in occasione della prima Convention annuale della Fondazione Mario Ravà, fondata dall’Associazione Bancaria Italiana, il direttore generale dell’ABI, Marco Elio Rottigni. Intervenuto nella sessione di apertura in qualità di presidente della Fondazione, Rottigni ha annunciato il prossimo ingresso nella Fondazione delle principali Associazioni di rappresentanza delle imprese agricole.
L’evento, che ha visto la partecipazione del capo di Gabinetto del ministero dell’Agricoltura, Raffaele Borriello, della Vice Presidente delle Banca Europea per gli Investimenti, Gelsomina Vigliotti, dei rappresentanti delle principali associazioni di rappresentanza delle imprese e delle associazioni dei professionisti operanti nel settore, getta dunque le basi per l’avvio di una strategia organica per rafforzare e rendere più strutturale il dialogo sul sostegno finanziario all’agroalimentare.
L’annuncio segna un cambio di passo nel percorso della Fondazione - tra i cui fondatori, oltre all’ABI, figurano il Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali (CONAF) e la Federazione Italiana Dottori in Scienze Agrarie e Forestali (FIDAF) - volto a rafforzarne il ruolo quale luogo permanente di confronto sui temi del finanziamento del comparto agricolo e agroalimentare, che per l’economia italiana è di crescente rilevanza: la filiera allargata dell’agroalimentare rappresenta oltre 335 miliardi, circa il 19% del PIL italiano.
“La volontà - sottolinea il presidente Rottigni - è rafforzare la missione della Fondazione Mario Ravà quale piattaforma di confronto e proposta sui temi del finanziamento all’agricoltura, della sostenibilità, della gestione del rischio e dell’innovazione, in uno scenario caratterizzato da profonde trasformazioni economiche, climatiche e geopolitiche”.
Le banche hanno oggi un ruolo fondamentale per assicurare all’agricoltura italiana di mantenere la propria leadership in Europa: l’Italia, lo ricordiamo, è prima in UE per valore aggiunto (44 miliardi) e terza per produzione (77 miliardi) dopo Francia e Germania. Gli istituti bancari, inoltre, tendono a promuovere l’ulteriore sviluppo dell’export dell’industria alimentare, cresciuto a due cifre negli ultimi anni.
Rottigni ha tenuto inoltre a sottolineare che l’impegno del settore bancario verso il comparto primario nasce dalla consapevolezza che l’agricoltura non è solo un business, ma un presidio essenziale di sicurezza alimentare, resilienza geopolitica, equilibrio territoriale e sostenibilità sociale e ambientale.
Nell’occasione, l’ABI ha presentato il Quaderno di approfondimento sulla gestione dei rischi naturali in agricoltura, che raccoglie una serie di proposte per favorire la realizzazione di percorsi di adattamento al cambiamento climatico e garantire sostegno finanziario alle imprese colpite da fenomeni metereologici avversi.
Il Quaderno, condiviso con le principali organizzazioni delle imprese e dei professionisti in agricoltura (Coldiretti, Confagricoltura, CIA, Copagri, Confcooperative Fedagripesca, CONAF e FIDAF), rappresenta un contributo importante di proposta per gestire meglio le perdite di produzione agricola derivanti da calamità naturali che, nel 2050, si stima possano arrivare ad oltre 5 miliardi all’anno, con possibili picchi di 20 miliardi, negli anni caratterizzati da eventi atmosferici avversi più intensi.
EFA News - European Food Agency