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BoviDay 2026. Consumi carne: più scienza, meno ideologia

Anna Nudda (UniSassari), mette in guardia dagli estremismi alimentari

In un contesto in cui alimentazione e salute sono sempre più spesso al centro di messaggi semplificati e contrapposizioni ideologiche, diventa fondamentale riportare il dibattito su basi scientifiche corrette. È questo uno dei temi che saranno affrontati durante il Bovi Day – Giornata della Carne Bovina, organizzato da Expo Consulting srl, in programma mercoledì 10 giugno 2026 all’Hotel Expo Verona di Villafranca di Verona a partire dalle ore 8.30.

Tra gli interventi attesi anche quello di Anna Nudda, docente presso il Dipartimento di Agraria - sezione Scienze zootecniche dell’Università di Sassari, che richiamerà l’attenzione sulla necessità di distinguere tra evidenze scientifiche consolidate e informazioni prive di adeguato supporto tecnico.

“Il consumatore riceve raramente informazioni lineari e corrette sul consumo di carne bovina", spiega Nudda, "perché molti messaggi, soprattutto quelli diffusi attraverso i social, sono estremamente semplificati e spesso privi di solide basi scientifiche”.

Secondo la docente, uno dei segnali più interessanti arriva dalle nuove linee guida alimentari statunitensi, rappresentate attraverso il concetto della cosiddetta piramide rovesciata, sviluppata come risposta all’emergenza obesità, che interessa oltre il 40% della popolazione americana, e alle malattie metaboliche ad essa correlate.

“In questa nuova rappresentazione vengono rivalutati gli alimenti ricchi di proteine di qualità, sia animali sia vegetali", sottolinea, "compresa la carne rossa non lavorata, che non deve essere demonizzata ma consumata in modo equilibrato all’interno della dieta”.

L’attenzione si sposta quindi dalla semplice eliminazione di alcuni alimenti alla qualità complessiva della dieta, con una forte riduzione dei prodotti ultra-processati e una maggiore valorizzazione degli alimenti naturali.

“La dieta mediterranea continua a indicare un consumo equilibrato di carne bovina, pari a circa due porzioni settimanali", aggiunge, "ma è importante ricordare che la carne apporta proteine nobili, ferro altamente biodisponibile, vitamina B12 – che peraltro non è presente nei prodotti di origine vegetale -  e composti bioattivi fondamentali come taurina, carnosina e creatina”.

Componenti che, secondo la docente, assumono un ruolo particolarmente importante sia nelle fasi della crescita dei bambini sia nell’età avanzata, contribuendo allo sviluppo muscolare e alla prevenzione della sarcopenia nella popolazione anziana.

“Ciò che la natura ha costruito attraverso alimenti completi e complessi non è riproducibile artificialmente", sottolinea Nudda. "Pensare di sostituire integralmente alcuni alimenti con la supplementazione significa spesso trascurare la complessità biologica e nutrizionale presente nei cibi naturali. La carne appartiene inoltre a una tradizione alimentare che richiama convivialità, territorio e cultura", conclude la docente. "Non esistono alimenti miracolosi, ma nemmeno veleni assoluti: ciò che conta è l’equilibrio complessivo della dieta e la qualità delle scelte alimentari”.

Appuntamento, quindi, a Villafranca di Verona il 10 giugno 2026 per la prima edizione del BoviDay - Giornata della Carne Bovina che riunirà allevatori, tecnici, veterinari, nutrizionisti, ricercatori e operatori della filiera per un confronto sui principali temi che interessano oggi il settore delle carni bovine.

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EFA News - European Food Agency
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