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CLARA MOSCHINI

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Istat, cresce l'agricoltura made in Italy

Produzione +0,3% per un valore da 80,1 miliardi di euro/Allegato Istat

Nel 2025 il settore dell’agricoltura, silvicoltura e pesca ha registrato una lieve crescita della produzione in termini reali, pari allo 0,3%. Nello stesso periodo, il valore aggiunto è rimasto sostanzialmente stabile (-0,1%), mentre l’occupazione si è ridotta dello 0,5%. Lo rende noto il report dell'Istat sui Conti economici dell'Agricoltura 2025  secondo cui si sono osservati incrementi della produzione in volume per olio d’oliva (+9,6%), cereali (+4,1%), vino (+2,9%) e fiori e vivai (+1,5%). L’annata è stata invece sfavorevole per frutta (-7,3%), legumi secchi (-3,2%), coltivazioni industriali(-1,9%), foraggi (-1,3%) e agrumi (-1,0%).

Nel 2025 sono aumentati sia i prezzi di vendita dei prodotti agricoli (+3,8%) sia i prezzi dei beni e servizi impiegati nel settore (+1%). L’Italia si conferma al primo posto nella Ue per valore aggiunto mentre scende al quarto posto per valore della produzione.

Prezzi in aumento, sale il valore della produzione e si rafforza l’agroalimentare

Nel 2025 il settore dell’agricoltura, silvicoltura e pesca ha generato 80,1 miliardi di euro di valore della produzione, in aumento del 3,9% rispetto ai 77,1 miliardi del 2024. La crescita è stata determinata dal sensibile aumento dei prezzi (+3,6%) in presenza di volumi in leggera crescita (+0,3%). Il valore aggiunto del settore ha toccato i 46,6 miliardi, contro i 44,2 dell’anno precedente. L’incremento è spiegato soprattutto dalla crescita dei prezzi (+5,6%), a fronte di una lieve flessione dei volumi (-0,1%). Il risultato si colloca in un quadro macroeconomico nazionale di moderata crescita del valore aggiunto in volume (+0,4%).          

La produzione del comparto agricolo in senso stretto è aumentata del 4,2% in valore, raggiungendo 75,2 miliardi (72,2 miliardi nel 2024). La crescita è stata trainata quasi interamente dai prezzi (+3,8%), con volumi in debole crescita (+0,3%). Le coltivazioni sono cresciute moderatamente nei volumi e nei prezzi; negli allevamenti i prezzi sono aumentati sensibilmente con volumi invariati. Le attività di supporto hanno registrato una lieve flessione dei volumi e un rialzo dei prezzi, mentre le attività secondarie sono risultate in espansione sia nei volumi sia nei prezzi.

Nel 2025 i consumi intermedi del settore agricolo sono aumentati dello 0,9% in volume (+1,0% i prezzi dei beni e servizi impiegati). Il valore aggiunto a prezzi correnti è cresciuto del 5,9%, raggiungendo 43,1 miliardi (40,7 miliardi del 2024), nonostante una lieve flessione in volume (-0,2%). L’Italia si conferma il Paese dell’Unione europea con il più alto valore aggiunto agricolo.

L'agroalimentare 

Il settore agroalimentare, che include agricoltura, silvicoltura e pesca e industria alimentare, ha generato nel 2025 un valore aggiunto di 89 miliardi di euro, rispetto agli 83,4 del 2024. Nel 2025, la crescita in volume (+0,7%) è stata trainata dal comparto dell’industria alimentare, delle bevande e del tabacco (+1,4%). La quota del valore aggiunto dell’agroalimentare sul totale nazionale è salita al 4,4% dal 4,2% del 2024. La composizione del settore ha confermato stabile, al 2,3%, il contributo del settore primario e rafforzato il peso dell’industria alimentare, salito al 2,1% dall’1,9% dell’anno precedente.

Cala l’occupazione, crescono redditi da lavoro e investimenti

Nel 2025 l’occupazione nel settore dell’agricoltura, silvicoltura e pesca, misurata in unità di lavoro (Ula), è diminuita dello 0,5%. La riduzione dei lavoratori indipendenti (-2,2%) non è stata compensata dall’incremento dei dipendenti (+2,3%). Nel settore agroalimentare l’input di lavoro è rimasto sostanzialmente stabile (-0,1%), mentre nell’industria alimentare l’occupazione è aumentata dello 0,9%. I redditi da lavoro dipendente in agricoltura, silvicoltura e pesca, sono cresciuti dell’1,0%, con un incremento nelle retribuzioni lorde dello 0,9%. Gli investimenti fissi lordi hanno registrato un consistente incremento in valore e in volume, rispettivamente del 5,3% e del 4,8% .

Bene cereali, vino e olio, in calo ortaggi e frutta; record per la zootecnia

I principali comparti agricoli hanno mostrato nel 2025 andamenti economici molto differenziati tra coltivazioni e allevamenti. Le coltivazioni agricole, che rappresentano il 52,7% della produzione complessiva di beni e servizi, hanno evidenziato una sostanziale tenuta della capacità produttiva: volumi e prezzi sono cresciuti entrambi dello 0,6%, determinando un valore della produzione di 37,5 miliardi di euro (+1,2% rispetto al 2024).

La produzione delle coltivazioni erbacee nel 2025 è aumentata in volume dell’1,0% ma, per la consistente riduzione dei prezzi (-2,9%), è diminuita del 2,0% in valore, portandosi a 18,7 miliardi di euro. Tra queste, i cereali hanno segnato un’ottima performance (+4,1% in volume e +5,8% in valore), mentre gli ortaggi, con volumi pressoché stabili (+0,1%), hanno subìto una forte flessione del valore (-5,8%) a causa del calo dei prezzi (-5,9%).

L’olio d’oliva ha beneficiato di condizioni climatiche più favorevoli rispetto all’anno precedente, con una buona resa soprattutto nel Mezzogiorno: il valore della produzione è aumentato del 5,9%, sostenuto dalla crescita dei volumi produttivi (+9,6%) nonostante il calo dei prezzi (-3,4%). Positivo anche l’andamento del vino (+3,1% in valore), con volumi in aumento (+2,9%) e prezzi stabili (+0,1%), sostenuto in particolare dai risultati del Centro-Sud e di alcune aree del Nord. 

La frutta è il comparto che ha registrato il maggiore squilibrio: il valore della produzione è cresciuto del 10,1%, esclusivamente per effetto del forte aumento dei prezzi (+18,8%), che ha compensato il netto calo dei volumi (-7,3%).

Zootecnia

Gli allevamenti zootecnici, che rappresentano il 35,2% del settore, hanno mantenuto invariati i volumi, ma hanno registrato un aumento del valore del 9,9% per effetto del forte rialzo dei prezzi (+9,8%), diffuso lungo tutta la filiera e particolarmente accentuato per le carni bovine e quelle avicole. Nel 2025, il valore della produzione ha superato i 25 miliardi di euro, oltre il record già segnato nel 2024 (22,8 miliardi), raggiungendo il livello più alto mai registrato dal comparto.

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In allegato a questa EFA News il testo integrale e la nota metodologica Istat

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