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CLARA MOSCHINI

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Sardegna: comparto cereali in difficoltà

Per Copagri il grano locale deve diventare materia prima identitaria

“La cerealicoltura sarda sta attraversando una fase di forte criticità, caratterizzata da prezzi di mercato non remunerativi, costi di produzione elevati, rese discontinue, difficoltà logistiche legate all’insularità e progressiva riduzione delle superfici coltivate; tutti fattori che stanno mettendo seriamente a rischio una filiera strategica per l’agricoltura regionale e per l’identità alimentare della Sardegna”. Lo sottolinea la Copagri Sardegna, raccogliendo il grido d’allarme dei produttori associati ed evidenziando la necessità di una “strategia organica e pluriennale, capace di sostenere le aziende cerealicole, rafforzare i contratti di filiera, valorizzare il grano sardo e tutelare le imprese”.

“La crisi del grano duro sardo non può essere affrontata con interventi episodici o emergenziali. Serve una politica regionale stabile, costruita insieme alle aziende agricole, ai centri di raccolta, alle ditte sementiere, ai trasformatori e alla distribuzione. Il grano sardo deve smettere di essere trattato come una commodity indifferenziata e deve diventare materia prima identitaria, legata al territorio, alla qualità e alle produzioni tradizionali della Sardegna”, afferma Beppe Giuseppe Bullegas, presidente della Copagri Cagliari, zona nella quale si concentra buona parte della produzione sarda di grano duro.

“L’obiettivo deve essere aumentare progressivamente la quota di superfici assoggettate ad accordi di filiera, superando la logica annuale e arrivando a un accordo quadro regionale di durata triennale, così da favorire maggiormente la programmazione aziendale”, suggerisce Bullegas, secondo cui “tra le altre strade percorribili per tutelare e rilanciare la cerealicoltura sarda ci sono il potenziamento della legge regionale 15/2010 e l’avvio di un percorso per valorizzare le produzioni cerealicole sarde attraverso strumenti di qualità, marchi collettivi o indicazioni geografiche che prevedano l’utilizzo di grani coltivati in Sardegna”.

“Anche e soprattutto per questo, chiediamo alla Regione Sardegna la convocazione di un tavolo della cerealicoltura che coinvolga tutti i soggetti interessati e che apra una fase di confronto operativo fondata su alcuni obiettivi chiari: il rafforzamento della legge regionale 15/2010, il potenziamento degli accordi di filiera e l’incremento delle superfici a essi soggette, la valorizzazione del grano sardo, il sostegno alla biodiversità cerealicola, la difesa del suolo e l’eventuale riconversione produttiva delle aree marginali”.

lml - 61031

EFA News - European Food Agency
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