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CLARA MOSCHINI

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Intesa Sanpaolo mappa la geografia... delle diseguaglianze

Presentato il Monitor che introduce una nuova chiave di lettura delle fragilità territoriali

Intesa Sanpaolo presenta il Monitor per la Geografia delle Fragilità e delle Disuguaglianze, un nuovo progetto di ricerca sviluppato per analizzare il carattere multidimensionale delle fragilità, riconducibili non più solo al reddito dei territori, bensì a un insieme di fattori economici, demografici, occupazionali e sociali. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra Intesa Sanpaolo per il Sociale, AICCON Research Center, Intesa Sanpaolo SRM – Studi e Ricerche per il Mezzogiorno e il Research Department della Banca introducendo una nuova chiave di lettura delle fragilità territoriali attraverso un approccio multidimensionale orientato all’impatto sulle persone.

Un approccio multidimensionale per leggere le fragilità territoriali

Le fragilità sociali non sono fenomeni settoriali, ma processi sistemici che nascono dall’interazione tra dinamiche economiche, sociali, demografiche, ambientali e istituzionali. Comprenderle richiede strumenti di analisi multidimensionali, granulari e comparabili nel tempo. L’analisi osserva in particolare le dinamiche provinciali italiane attraverso una base informativa composta da circa 150 indicatori, articolati in 11 domini e 37 dimensioni. Gli ambiti osservati includono lavoro, reddito, salute, istruzione, inclusione sociale, qualità dei servizi, fattori ambientali e componenti produttive, con l’obiettivo di costruire una rappresentazione più completa delle condizioni di sviluppo e coesione. Intesa Sanpaolo mette il Monitor a disposizione di istituzioni, imprese e attori sociali del Terzo settore per contribuire a creare valore sociale e favorire un impatto sempre più significativo.

“Il Monitor  - spiega Paolo Bonassi, Chief Social Impact Officer Intesa Sanpaolo - conferma quanto le disuguaglianze siano fenomeni complessi e non lineari, capaci di manifestarsi in modo diverso da territorio a territorio. In questa prospettiva, Intesa Sanpaolo, con la sua capacità di coniugare la dimensione economica e sociale, vuole svolgere un ruolo abilitante nella costruzione di risposte mirate ai bisogni reali delle comunità e delle persone”.

Capitale umano e qualità dei servizi come fattori di sviluppo

Le evidenze 2026 indicano il capitale umano come il principale elemento di amplificazione della crescita territoriale. Nei contesti in cui occupazione, attività economica, redditi e servizi evolvono in modo coordinato emergono condizioni più favorevoli allo sviluppo e alla coesione.

Lo studio evidenzia anche che la relazione tra occupazione e benessere non è automatica. Nei territori caratterizzati da bassa densità abitativa e popolazione più anziana, la disponibilità di lavoro può non tradursi in una migliore qualità della vita se persistono limiti nell’accesso ai servizi e nella prevenzione sanitaria. Tra le evidenze emergono inoltre collegamenti tra elevata disoccupazione giovanile, minore partecipazione democratica e ridotta attrattività economica e sociale nei territori con maggiore presenza di giovani NEET.

Una geografia delle disuguaglianze più articolata

Il Monitor conferma la persistenza di differenze territoriali tra Nord e Sud Italia ma restituisce un quadro più articolato, nel quale coesistono segnali positivi in territori periferici e aree di vulnerabilità all’interno di province economicamente forti. Particolare attenzione è dedicata alla distanza tra bisogni delle comunità e capacità di risposta dei servizi. Lo studio rileva criticità in diversi ambiti:

  • sistemi sanitari non sempre allineati alle esigenze territoriali;
  • insufficienza dei servizi per l’infanzia con effetti sull’occupazione femminile;
  • carenze nell’offerta socioassistenziale rivolta alla popolazione anziana;
  • squilibri nei percorsi di inclusione educativa.

L’analisi introduce inoltre una lettura “per differenziale”, che mette in relazione domanda di servizi e risorse disponibili per individuare aree di maggiore pressione sociale.

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