It does not receive public funding
Editor in chief:
CLARA MOSCHINI

Facebook Twitter Youtube Instagram LinkedIn

L'unione fa la forza. Del cacao

Intesa tra Ghana e Costa d'Avorio: misure congiunte per la crisi della filiera

È stata formalizzata ad Abidjan, la capitale economica della Costa d’Avorio l'intesa sul cacao tra il presidente della Costa d'Avorio Alassane Ouattara e il suo omologo ghanese John Dramani Mahama. I due capi di Stato hanno guidato l'ultimo vertice dell'Iccg (Ivory Coast Ghana Cocoa Initiative), l'Iniziativa Cacao Costa d'Avorio-Ghana, organizzazione intergovernativa dei paesi produttori di cacao nata per difendere gli interessi dei produttori africani e rafforzare il loro potere contrattuale nei confronti delle grandi multinazionali del cioccolato. 

La riunione aveva come focus l'approvazione di nuove misure congiunte per fronteggiare la grave crisi che sta colpendo la filiera del cacao: non a caso é stata convocata in Costa d'Avorio, paese in cui si concentrano i massimi sforzi globali per la gestione di questo mercato. I governi ivoriano e ghanese, storici leader della produzione mondiale, hanno deciso di agire all’unisono per rispondere alla forte volatilità dei prezzi e al calo dei raccolti, stabilendo una strategia di difesa comune per salvaguardare il reddito di milioni di coltivatori locali. 

I due capi di Stato hanno annunciato due decisioni principali. In primo luogo, l'armonizzazione dei prezzi del cacao tra la Costa d'Avorio e il Ghana, il che significa che il Conseil du Café-Cacao, responsabile della gestione del settore del cacao in Costa d'Avorio e della sua promozione a livello regionale e internazionale, e il Cocobod, l'istituzione governativa ghanese che fissa il prezzo di acquisto del cacao in Ghana, dovranno consultarsi per fissare il prezzo. In secondo luogo, la riunione ha deciso l'allineamento del calendario della campagna di commercializzazione del cacao tra i due paesi, che d'ora in poi inizierà simultaneamente il 1° settembre. 

Entrambe le decisioni evidenziano la volontà delle due nazioni dell’Africa occidentale di non subire passivamente le oscillazioni dei mercati internazionali. Non a caso, i due Paesi hanno ribadito all'unisono la necessità di un’azione concerto, d'ora in avanti. D'altra parte la Costa d’Avorio e il Ghana controllano insieme circa il 60% dell’offerta globale della materia prima, una quota strategica che i due governi intendono sfruttare per imporre un prezzo minimo garantito e un differenziale di reddito dignitoso a favore dei contadini.

A minacciare la stabilità del settore concorre la drastica riduzione della produzione registrata nell’ultimo anno, in particolare nel vicino Ghana dove si stima siano state raccolte soltanto 432.000 tonnellate di cacao a fronte delle 786.000 inizialmente previste per la stagione attuale. La crisi ha spinto le autorità a riconsiderare i canali tradizionali di finanziamento del comparto.

“Una delle decisioni chiave che abbiamo preso è quella di smettere di accettare finanziamenti stranieri per l’acquisto del nostro cacao - ha dichiarato il capo di Stato ghanese, John Mahama - Emetteremo obbligazioni nazionali, poiché abbiamo sufficienti cedi nel Ghana per pagare la nostra produzione”.  

Questa scelta strategica risponde al crollo del prezzo internazionale della materia prima, che dopo aver toccato 12.500 dollari americani, pari a circa 11.500 euro a tonnellata nel dicembre 2024 è sceso fino a 7.000 dollari americani, pari a circa 6.450 euro a tonnellata nell’ottobre 2025. Per contrastare la speculazione e sostenere le comunità rurali, in Costa d’Avorio il prezzo d’acquisto sul campo per i produttori è stato fissato alla cifra record di 2.800 franchi Cfa, pari a circa 4,3 euro, al chilo per la campagna commerciale attuale. 

La riunione di Abidjan é servita ai due paesi soprattutto per ribadire la necessità dii un'apertura dell'Iniziativa Cacao ad altri paesi del continente: in particolare Camerun e Nigeria. Se accettassero questo passo, hanno fatto intendere i politici presenti alla riunione, "l'Iniziativa Cacao Costa d'Avorio-Ghana rappresenterebbe allora almeno il 75% della produzione mondiale di cacao. Ciò consentirebbe di avere un peso maggiore nei negoziati con gli industriali. Perché i due paesi da soli non possono scuotere il mercato". L'idea è quella di parlare con una sola voce sui mercati internazionali e di condividere le buone pratiche. "Dobbiamo agire insieme", hanno dichiarato i due capi di Stato davanti a una platea di funzionari ivoriani e ghanesi. 

Alassane Ouattara, il presidente ivoriano, ha ricordato il contesto difficile: l'invecchiamento delle piantagioni, il cambiamento climatico o ancora gli effetti dell'estrazione illegale dell'oro. «La volatilità dei prezzi pesa sui redditi dei nostri coltivatori e sulle nostre finanze pubbliche: nessuno dei nostri Stati può, da solo, assorbire tali shock», ha sottolineato il presidente ivoriano. Il presidente ghanese, John Dramani Mahama, ha invece ricordato l'urgenza di mettere in comune la ricerca scientifica sulle malattie che decimano le piantagioni di cacao, in particolare lo "swollen shoot", il virus del rigonfiamento dei germogli. 

Un'unione che "farebbe la forza" tanto più in un momento come questo, con gli industriali del cioccolato che stanno cercando (e trovando) dei sostituti alle fave di cacao per ridurre i loro acquisti di questa materia prima. Nelle ultime settimane, il collegio dei paesi produttori di cacao, riuniti in seno all'ICCO, sta conducendo discussioni a Bruxelles per chiedere sforzi da parte degli industriali del cioccolato.Interpellati martedì su questo tema, i due capi di Stato hanno ironizzato sulla situazione. 

"Chi vuole mangiare cioccolato uscito dai laboratori?", ha dichiarato provocatoriamente il presidente ghanese John Dramani Mahama, ricordando che i consumatori "sono attenti alla salute e si orientano maggiormente verso prodotti biologici". 

Fc - 61131

EFA News - European Food Agency
Similar