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CLARA MOSCHINI

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Turismo. Guerra e costi cambiano il modo di progettare le vacanze

Un italiano su 2 ha modificato i piani di viaggio: la vacanza sempre più acquistata con mesi di anticipo

Cambia il modo di progettare le vacanze. In uno scenario internazionale segnato da tensioni geopolitiche, incertezza nei trasporti, aumento dei costi e maggiore attenzione alla sicurezza. È la fotografia scattata dalla V edizione dell’Osservatorio Emma Villas redatto insieme ad AstraRicerche, che evidenzia come il mutato contesto internazionale si rifletta anche sulla struttura della domanda. Secondo l'indagine 1 italiano su 2 dichiara di aver già modificato o di star pensando di modificare i propri piani di viaggio. 

Gli italiani, però, non rinunciano a partire ma cambiano prospettiva: meno viaggi frammentati, più ricerca di serenità, semplicità organizzativa e luoghi capaci di far sentire protetti senza rinunciare alla scoperta. Secondo il report, questo 2026 è l’anno della 'Soul-stay': la vacanza dell'anima, un modello che mette al centro il benessere interiore, la riscoperta del territorio e luoghi capaci di far sentire protetti senza rinunciare alla scoperta e al sicuro dallo scenario internazionale incerto. In questo contesto, l’Italia torna centrale: 1 italiano su 2 la indica come meta principale, scegliendo quindi di restare dentro i confini nazionali per le proprie vacanze. 

In parallelo, si afferma un bisogno di protezione: flessibilità nelle prenotazioni (77,6%), assicurazioni (72,5%) e assistenza professionale (69,9%) diventano elementi sempre più decisivi nella scelta della struttura e della destinazione.

In questo scenario, ville e dimore di pregio si confermano una delle grandi novità del 2026, con prenotazioni in crescita del +3% rispetto a quanto lo scorso anno si registrava alla stessa data per la stagione 2025.

Non è tutto perché questa estate segna anche un altro cambiamento: quello delle prenotazioni. "In quattro anni le prenotazioni sotto i 30 giorni sono crollate dal 46% al 22%" sottolineano gli analisti di Vamonos Vacanze. 

Cresce l'early booking: oggi quasi una vacanza su due viene acquistata con oltre due mesi di anticipo. Per anni il last minute è stato sinonimo di risparmio. Oggi rischia di diventare il contrario. Secondo le elaborazioni di Vamonos Vacanze, tour operator specializzato in vacanze di gruppo, negli ultimi 4 anni le prenotazioni effettuate entro 30 giorni dalla partenza sono passate dal 46% al 22%, mentre quelle acquistate con oltre 2 mesi di anticipo sono cresciute dal 26% al 43%.

Un cambiamento che racconta una trasformazione profonda del mercato turistico: l'affare non si trova più aspettando l'ultimo momento, ma prenotando molto prima.

Secondo il tour operator, chi prenota con largo anticipo può oggi spendere dal 10% al 20% in meno rispetto a chi acquista la stessa vacanza poche settimane prima della partenza. A incidere sono soprattutto i sistemi di pricing dinamico utilizzati da compagnie aeree, hotel e piattaforme di prenotazione.

"Quando aumenta la domanda, aumentano automaticamente anche i prezzi - sottolineano gli specialisti di Vamonos Vacanze - Il risultato è che il vecchio modello del last minute, nato negli anni Novanta per riempire camere e posti invenduti, sta progressivamente perdendo efficacia. Oggi accade sempre più spesso il contrario: chi prenota prima trova più scelta, prezzi migliori e maggiore protezione rispetto alle oscillazioni del mercato".

Fc - 61133

EFA News - European Food Agency
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