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CLARA MOSCHINI

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Latte/2. Copagri: accordo Masaf non risolve criticità

Battista: "Non più rinviabile avvio ragionamento su riduzione volontaria produzione UE"

“Il rinnovo semestrale dell’intesa sul prezzo del latte, frutto di lunghe trattative e del grande senso di responsabilità messo in campo dalle parti, restituisce un po’ di ossigeno agli allevamenti italiani, da tempo stretti nella morsa tra i costi di produzione in aumento e il calo dei prezzi dovuto agli eccessi produttivi del Nord Europa, anche se non risolve le forti criticità che continuano a pesare sulla filiera”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Tommaso Battista a margine della riunione al Masaf del Tavolo latte, durante la quale le parti hanno identificato un percorso condiviso per il resto del 2026 (leggi notizia EFA News).

“L’accordo, che fa seguito a quelli del medesimo tenore raggiunti a dicembre 2025 e a marzo 2026, prevede per le regioni del Nord Italia una remunerazione di 48 centesimi al litro per i mesi di luglio e agosto, per poi salire a 49 cent/L a settembre-ottobre e a 50 cent/L nel bimestre novembre-dicembre”, spiega il presidente, evidenziando che “l’intesa prevede un lieve aumento rispetto ai 47 cent/L precedentemente riconosciuti e, come di consueto, una remunerazione aggiuntiva che per il Centro-Sud vada a coprire i maggiori costi”.

“Il meccanismo per la definizione del prezzo verterà, anche in questo caso, su una indicizzazione basata sulla media produttiva dell’anno 2025, mentre oltre tale soglia continueranno ad applicarsi le regole della contrattazione privata”, prosegue Battista, ad avviso del quale “tutto ciò, se da una parte è certamente positivo, poiché va in un certo senso a ‘blindare’ i quantitativi produttivi nella scorsa annata, dall’altro lato rischia di non essere sufficiente a contenere i forti aumenti che gravano sui produttori”.

“Per questo, come già fatto in occasione delle precedenti riunioni, torniamo a ribadire l’importanza di strutturare il confronto sul piano nazionale e continuare a lavorare sul versante comunitario, dove non è più rinviabile l’avvio di un serio ragionamento sull’attivazione di un programma europeo per la riduzione volontaria della produzione, come previsto nel Piano straordinario UE per la crisi del settore lattiero-caseario europeo, elaborato dal Masaf e presentato a gennaio 2026 al Consiglio Agrifish”.

“La mancanza di una simile iniziativa sul piano comunitario, infatti, unitamente all’assenza di una chiara strategia politica UE sul comparto lattiero-caseario, sta creando ulteriori difficoltà alla produzione nazionale, con particolare riferimento a tutto il sistema esterno alle Dop”, rimarca il presidente, osservando che “i produttori italiani si trovano a dover fare i conti con veri e propri fiumi di latte che arrivano in Italia dall’estero a prezzi notevolmente più bassi di quelli nazionali, contribuendo significativamente ad affossare il mercato”.

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EFA News - European Food Agency
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