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CLARA MOSCHINI

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Legacoop, crescita troppo debole

Preoccupano i dati Istat. Gamberini: il calo della fiducia indica che serve un cambio di passo

Preoccupano i dati diffusi oggi dall’Istat, sia quello sul pil in aumento più al sud che al nord (leggi notizia EFA News) che quello relativo alla fiducia di vobsumayotj e imprese (leggi notizia EFA News). Secondo Legacoop questi dati Istat, offrono una fotografia articolata dell’economia italiana. Da un lato, la crescita del pil e dell’occupazione confermano una dinamica lievemente positiva pur se ancora insufficiente a colmare i ritardi accumulati. Dall’altro, l’andamento divergente della fiducia di imprese e consumatori evidenzia come la ripresa non sia ancora percepita in modo uniforme dal sistema economico e dalle famiglie.

"Il dato sul pil è certamente positivo - sottolinea il presidente di Legacoop, Simone Gamberini - ma non può indurre a facili ottimismi. Più che di una vera accelerazione, siamo di fronte a una crescita ancora troppo contenuta rispetto alle necessità del Paese e alle aspettative di inizio anno. Ora serve un cambio di passo nelle politiche economiche, perché sviluppo, investimenti e occupazione possano rafforzarsi in modo stabile e diffuso".

"L’Italia - aggiunge Gamberini - ha bisogno di sostenere gli investimenti produttivi, accompagnare l’innovazione e ridurre i divari territoriali che continuano a limitare la competitività del sistema economico. È su questi fattori che si gioca la capacità di costruire una crescita duratura".

Commentando poi i dati sulla fiducia, Gamberini sottolinea come il miglioramento registrato tra le imprese rappresenti un segnale incoraggiante, ma non ancora sufficiente in quanto distante rispetto all’inizio dell’anno.

"L’aumento della fiducia delle imprese - prosegue Gamberini -  indica una maggiore propensione a investire e programmare il futuro. È un elemento positivo, ma attenzione che non è ai livelli di inizio anno. Per cui la fiducia va sostenuta con politiche coerenti. Diverso è il dato relativo ai consumatori: il calo registrato dall’ISTAT dimostra che molte famiglie continuano a vivere una fase di incertezza e non percepiscono ancora gli effetti della ripresa".

"È proprio questa distanza tra il sentiment delle imprese e quello dei cittadini che deve interrogare la politica - conclude Gamberini - La crescita diventa realmente solida solo quando si traduce in maggiore capacità di spesa, lavoro di qualità e prospettive migliori per le persone. Per questo servono politiche industriali e territoriali capaci di sostenere gli investimenti, valorizzare l’economia sociale e rafforzare quei modelli d’impresa, come quello cooperativo, che producono sviluppo economico e coesione sociale insieme".

Fc - 61293

EFA News - European Food Agency
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