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CLARA MOSCHINI

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Foraggi disidratati. Aife: mercato tra calo produttivo e nuove opportunità

Nonostante la crisi di Hormuz, si aprono prospettive commerciali con Giappone e Corea del Sud

Si è conclusa a Bruxelles la due giorni (22 e 23 giugno 2026) di incontri istituzionali che ha visto protagonista Aife/Filiera Italiana Foraggi, rappresentata dal direttore Riccardo Severi che nell’occasione è stato riconfermato alla vicepresidenza di Cide (Commission intersyndicale des déshydrateurs européens) ed è tuttora presidente, per l’Italia,  del Gruppo di lavoro foraggi del Copa-Cogeca.

Il 22 giugno si è svolta l'assemblea generale di Cide, durante la quale è stato approvato il bilancio ed è stato eletto alla presidenza Éric Masset, agricoltore francese della Marna, che succede a Eiko-Jan Duursema dopo oltre vent'anni alla guida dell'Organizzazione.

Nel corso della riunione del Gruppo Foraggi del Copa-Cogeca e il giorno successivo, nell'incontro con la Direzione Generale Agricoltura della Commissione europea, il confronto si è concentrato sulle prospettive del comparto europeo, chiamato ad affrontare una fase particolarmente delicata.

“Il mercato sta inviando segnali che non possono essere sottovalutati", osserva Severi. "Nel 2025 la produzione europea di foraggi disidratati è scesa sotto i 3 milioni di tonnellate, rispetto ai 3,3 milioni del 2024. La Spagna, primo produttore europeo, ha registrato un calo produttivo compreso tra il 30 e il 40%, mentre nei Paesi Bassi la flessione è stata di circa il 20%. Francia e Spagna hanno inoltre praticamente azzerato le scorte disponibili, con inevitabili ripercussioni sul mercato”.

A preoccupare il settore non sono soltanto gli effetti dei cambiamenti climatici, ma anche le tensioni geopolitiche che stanno influenzando gli scambi internazionali. “La situazione nello Stretto di Hormuz rappresenta un elemento di forte incertezza", prosegue Severi. "Eventuali ripercussioni sui trasporti marittimi potrebbero incidere sui costi logistici e sulla disponibilità di prodotto destinato ai principali mercati di esportazione, come Emirati Arabi Uniti e Arabia Saudita”.

Nel corso degli incontri a Bruxelles si è discusso anche dell'evoluzione dei mercati internazionali. La Cina continua a rappresentare un importante acquirente, ma non va sottovalutato che sta progressivamente aumentando la propria autosufficienza produttiva. Allo stesso tempo però  si aprono nuove prospettive commerciali nei mercati di Corea del Sud e Giappone.

Ampio spazio è stato infine dedicato al futuro della Politica agricola comune. “In sede di Copa-Cogeca è stata ribadita alla Commissione europea la necessità di inserire nella futura Pac un vero Piano europeo per le proteine vegetali", sottolinea Severi. "Le colture leguminose, e in particolare l'erba medica, svolgono un ruolo strategico sia per l'autonomia proteica dell'Unione sia per gli obiettivi ambientali. Allo stesso tempo servono maggiori investimenti nella ricerca e strumenti efficaci di gestione del rischio, indispensabili per aiutare le imprese ad affrontare gli effetti dei cambiamenti climatici e delle tensioni geopolitiche. I cali produttivi registrati in Europa e in Italia", conclude il direttore di Aife/Filiera Italiana Foraggi, "dimostrano che non è più sufficiente gestire le emergenze: occorre investire in modo strutturale nella ricerca, nel miglioramento genetico delle colture foraggere e nella conservazione del patrimonio varietale europeo. Rafforzare la resilienza dell'erba medica e delle altre colture leguminose significa garantire, nel lungo periodo, autonomia proteica europea, sicurezza degli approvvigionamenti e stabilità delle filiere zootecniche”.

Per il comparto europeo dei foraggi si apre dunque una fase di transizione che richiederà una strategia europea capace di coniugare sostenibilità, innovazione e resilienza.

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EFA News - European Food Agency
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